Papa Leone torna a casa: il viaggio di novembre resta possibile
Dopo l’intervento al polmone, il Pontefice ha lasciato il Gemelli in anticipo e si prepara a riprendere gli appuntamenti pubblici, a cominciare dall’Angelus.
Il viaggio in Sudamerica previsto per novembre, almeno sul piano medico, non è in discussione. Stefano Margaritora, il chirurgo che ha operato Papa Leone, ha infatti escluso ostacoli clinici alla partenza, mentre il Pontefice ha lasciato il Policlinico Gemelli prima del previsto ed è rientrato in Vaticano.
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Il ritorno in Vaticano rassicura tutti
Prima di uscire dall’ospedale, Leone ha salutato le persone radunate all’ingresso e ha risposto in inglese con poche parole: «Sto molto meglio». È apparso sorridente e in buone condizioni, tanto da percorrere a piedi il tragitto fino all’uscita principale, come aveva fatto al momento del ricovero.
Il bollettino firmato da Luigi Carbone e Margaritora ha dato il via libera alle dimissioni dopo gli esami del sangue, il controllo radiologico del torace e la valutazione complessiva dello stato clinico. Il Papa è stato così dimesso dopo pochi giorni, nonostante l’intervento abbia comportato l’asportazione del lobo inferiore del polmone destro per eliminare il tumore.
All’esterno, il Pontefice ha stretto la mano a pazienti e operatori sanitari, si è fermato con una donna sulla sedia a rotelle e ha salutato i responsabili dell’ospedale, tra cui la rettrice Elena Beccalli e il presidente della Fondazione Policlinico Gemelli Daniele Franco. Ha incontrato anche Varvara, una tredicenne ucraina in Italia da un anno per curare un tumore: la ragazza gli ha consegnato un pupazzo con le sue sembianze e ha ricevuto una benedizione.
Angelus confermato, gli altri impegni restano incerti
Dopo essere passato dalla porta del Perugino, la stessa utilizzata all’uscita di martedì, Leone è tornato nel Palazzo apostolico. Ad assisterlo ci saranno i due segretari, don Edgard Iván Rimaycuna Inga e padre Marco Billeri, insieme alle quattro religiose che fanno parte della sua casa. Per ora non sono previsti dispositivi sanitari particolari: potrebbe bastare il controllo quotidiano del medico personale, con l’eventuale supporto di un fisioterapista.
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Il primo appuntamento pubblico è già fissato per l’Angelus delle 12, recitato dal balcone del Palazzo apostolico. L’udienza generale di mercoledì 21 ottobre compare nel calendario, ma dovrà essere confermata; più difficile appare invece la visita ad Assisi del 27, vista la convalescenza indicata dai medici in circa dieci giorni.
Margaritora potrebbe recarsi in Vaticano già all’inizio della settimana per una verifica. Sul viaggio in Sudamerica, il chirurgo ha spiegato ai giornalisti: «Direi che non ci sono motivi clinici per cui questo viaggio non venga fatto». La scelta conclusiva spetterà comunque al Papa, particolarmente legato al Perù, dove ha vissuto per vent’anni prima come missionario e poi come vescovo.
Gli auguri dopo l’intervento
Tra i messaggi ricevuti dal Pontefice c’è quello del presidente Sergio Mattarella, che gli ha rivolto, a nome dell’Italia e personalmente, un augurio per una convalescenza serena e un recupero completo. Anche la Conferenza episcopale italiana ha manifestato soddisfazione per la rapidità del miglioramento.
Il chirurgo ha definito Leone «un paziente ideale» e ha riferito che la lesione era stata individuata casualmente durante un controllo di routine all’addome. Ora il Papa proseguirà il recupero nella sua residenza, mentre l’attenzione si sposta sui prossimi appuntamenti e sulla conferma definitiva del programma autunnale.
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