Massimo Ranieri e quel miliardo rifiutato: la scelta che cambiò tutto
Dall’infanzia nella miseria napoletana ai grandi palcoscenici, l’artista ripercorre sacrifici, svolte professionali e ricordi familiari.
A 75 anni Massimo Ranieri continua a dividersi tra musica e teatro, ma uno dei passaggi decisivi della sua carriera nacque da una rinuncia clamorosa. Dopo una vittoria a Sanremo, respinse una proposta da un miliardo di lire per tornare sul palcoscenico, seguendo una direzione artistica che sentiva più sua.
Pietro Garinei, allora, gli fece capire di aver previsto quella scelta: «Sai perché ti ho fatto andare? Perché Modugno nel 1958 interruppe le recite proprio di Rinaldo in campo e vinse con Volare. Tu, trent’anni dopo hai fatto la stessa cosa. Io lo sentivo». È anche attraverso episodi come questo che Ranieri ricostruisce una vita passata dalla povertà assoluta alla notorietà internazionale.
Il successo non gli bastava più
La svolta arrivò dopo un periodo in cui la popolarità sembrava non decollare. Nel 1968 partecipò a Sanremo con Da bambino, insieme ai Giganti, senza ottenere il risultato sperato e valutò perfino l’idea di rientrare a Napoli.
L’anno successivo, però, il Cantagiro cambiò il corso degli eventi. Ranieri presentò Rose rosse, vinse la manifestazione e il brano raggiunse 1 milione e 200 mila copie vendute. Quel risultato spalancò la strada a una stagione di grande fama, anche se l’artista avrebbe poi scelto di non restare confinato al solo repertorio popolare.
Una famiglia segnata dalla miseria
Prima dei teatri prestigiosi e dei riconoscimenti, c’è l’infanzia nel Pallonetto di Napoli. Ranieri ricorda una casa di via del Pallonetto 41 in cui vivevano otto persone: sei figli e i genitori, raccolti in un unico ambiente con un gabinetto, mentre la madre lo lavava in una bagnarola sistemata nel corridoio del condominio.
La povertà condizionava ogni aspetto della quotidianità. Un melone acquistato dal padre, quando le risorse lo consentivano, diventava un’occasione speciale per tutta la famiglia, quasi un piccolo contatto con una normalità che sembrava appartenere agli altri. Ancora oggi l’artista passa davanti a quell’abitazione, senza essere mai riuscito a rientrarvi.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
La scuola lasciata per lavorare
Ranieri arrivò soltanto alla quinta elementare. Il pomeriggio, appena terminavano le lezioni, iniziava a lavorare e osservava con stupore i coetanei che entravano a scuola con la cartella. Avrebbe voluto continuare gli studi e il padre era favorevole, ma la madre ritenne necessario che contribuisse subito alle entrate domestiche.
Quella decisione, riletta a distanza di anni, non viene descritta dall’artista con rancore. Ranieri ammette che avrebbe potuto ottenere un diploma e trovare un impiego stabile; invece, la sua strada lo portò a cantare e recitare migliaia di volte davanti a platee sempre più numerose.
Dalle prime lire alla ribalta
Il primo contratto arrivò dopo un provino. Il padre lo accompagnò indossando la giacca migliore e, pur non comprendendo i termini dell’accordo, firmò i documenti. Sul tavolo comparvero 200.000 lire: una somma mai vista prima in famiglia, tanto che l’uomo tenne la mano sulla tasca per tutto il viaggio di ritorno, temendo di perdere il denaro.
La madre non voleva che il figlio cantasse, mentre il padre lo sosteneva di nascosto, consegnandogli 200 lire ogni 23 giorni. Con il nome d’arte Gianni Rock, Ranieri incise quattro dischi e cominciò a esibirsi nelle feste di piazza, dove riceveva 2.000 lire. Calcola di aver cantato in pubblico circa duemila volte, un’attività equivalente a sei anni consecutivi sul palco.
Nella sua vicenda personale rientra anche il rapporto con Cristiana, che ha definito Ranieri suo padre e ha raccontato di saperlo fin dall’età di 3 anni. Secondo quanto riferito, l’artista l’avrebbe riconosciuta quando lei aveva 24 anni; sulle ragioni di quel ritardo, ha osservato, dovrebbe rispondere direttamente lui.
Continua a leggere
Pizzaballa: il futuro di Gaza passa dal riconoscere l’altro
Alla Scuola Superiore Sant’Anna il patriarca di Gerusalemme ha ricevuto il dottorato ad honorem e ha richiamato il peso delle parole durante la guerra.
Poco X8, la batteria da 8.340 mAh cambia le regole
Il nuovo smartphone di Xiaomi punta su autonomia prolungata, schermo luminoso e fotocamera stabilizzata, con prezzi promozionali inferiori a 350 euro
Ho paura»: Sempio parla dell’indagine e difende la condanna di Stasi
A Porta a Porta l’indagato racconta l’isolamento vissuto in casa, respinge l’accusa legata all’impronta e spiega perché teme il carcere.
Rimini, cade dall’impalcatura e muore: i sindacati accusano
Saim Myrtaj, 59 anni, è precipitato durante lavori su una palazzina di via Coletti. Cgil, Cisl e Uil sollecitano un confronto immediato con la Regione