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Cronaca 2 min di lettura3 giorni fa

Marzabotto, tre nuovi beati: la scelta di restare accanto alla gente

A Bologna la Chiesa ha celebrato don Marchioni, don Comini e padre Capelli, uccisi nel 1944 durante la strage di Monte Sole

La basilica di San Petronio ha accolto una celebrazione molto partecipata, conclusa da un applauso prolungato quando i nomi di don Ubaldo Marchioni, don Elia Comini e padre Martino Capelli sono stati iscritti tra quelli dei beati. I tre sacerdoti furono assassinati nell’autunno del 1944, durante le violenze naziste sull’Appennino bolognese.


Una beatificazione nel segno della memoria

La messa si è svolta nel pomeriggio a Bologna sotto la presidenza del cardinale Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero delle Cause dei santi e delegato pontificio. Alla celebrazione hanno partecipato l’arcivescovo Matteo Zuppi, diversi vescovi e sacerdoti, oltre a padre Carlos Luis Suárez Codorniú, superiore generale dei sacerdoti del Sacro Cuore di Gesù, e don Fabio Attard, rettore maggiore della Società salesiana di San Giovanni Bosco.

Durante l’omelia, Semeraro ha ricordato la decisione di don Marchioni di non lasciare la propria comunità, nonostante avesse la possibilità di mettersi in salvo: «Preferì restare accanto alla sua gente». Il sacerdote diocesano aveva 26 anni quando venne fucilato al termine della messa nella chiesa di Casaglia, luogo legato alla memoria della strage di Marzabotto.


Casaglia e il sacrificio dei sacerdoti

Dopo l’uccisione di Marchioni, i presenti furono condotti dalle SS verso il cimitero e tenuti sotto sorveglianza per circa mezz’ora. In seguito vennero spinti all’interno dell’area cimiteriale, dove furono colpiti con raffiche di mitragliatrice e bombe a mano. Era il 29 settembre 1944.

La chiesetta di Casaglia fu poi incendiata dai nazisti e oggi resta un rudere. Il sito è stato anche teatro dell’avvio, da parte di Zuppi, della maratona dedicata alla lettura dei nomi dei bambini uccisi nei conflitti in Palestina e Israele.

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Gli altri martiri di Monte Sole

Il 1 ottobre 1944 morirono padre Capelli, dehoniano di 32 anni e cappellano a San Michele di Salvaro, e don Comini, salesiano che si trovava nella zona per far visita ad alcuni familiari. I due si erano recati a Pioppe di Salvaro per assistere alcune persone prigioniere.

Furono rinchiusi insieme ad altre decine di uomini nella grande vasca d’acqua dello stabilimento delle Industrie Canapiere Italiane. Qui vennero uccisi e i loro corpi furono lasciati nell’acqua, rendendo impossibile il recupero immediato.

Tra le figure ricordate nella stessa vicenda c’è anche don Giovanni Fornasini, proclamato beato nel 2021. Aveva 29 anni e fu ucciso il 13 ottobre 1944 mentre cercava don Marchioni a San Martino di Caprara. Don Ferdinando Casagrande, invece, aveva 30 anni e rimase nella parrocchia ai piedi di Monte Sole fino alla fine: il 9 ottobre uscì dal rifugio per procurarsi cibo per sé e per gli altri, ma venne assassinato.

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