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Cronaca 2 min di lettura24 min fa

Mark Antony Samson, ergastolo per l’uccisione di Ilaria Sula

La Corte d’Assise di Roma ha condannato il giovane per il delitto commesso il 25 marzo 2025

Mark Antony Samson è stato condannato all’ergastolo per l’uccisione di Ilaria Sula. La sentenza è stata letta nell’aula bunker del carcere romano di Rebibbia dalla Corte d’Assise di Roma.

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La reazione dei genitori

Dopo la decisione dei giudici, Flamur Sula ha parlato di giustizia ottenuta, distinguendo però la pena inflitta all’imputato dalla perdita subita dalla famiglia. «L’ergastolo vero ce lo abbiamo noi, io e mia moglie. Lui ancora respira, mia figlia non respira più», ha detto il padre della ragazza.

Sula ha aggiunto di aver mantenuto la fiducia nella magistratura e di non essersi sentito abbandonato durante il procedimento. La condanna riguarda il giovane che, nel marzo 2025, uccise a coltellate l’ex compagna e nascose il corpo, chiuso in un sacco, in fondo a un dirupo.


Le contestazioni della Procura

Samson, che ha ammesso le proprie responsabilità, era accusato di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, dai futili motivi e dalla relazione affettiva con la vittima. A suo carico era stata contestata anche l’azione di occultamento del cadavere.

Durante la fase conclusiva del processo, la pm Maria Perna aveva sostenuto che non si fosse trattato di una reazione improvvisa. «Questo non è stato un delitto di impeto», aveva affermato in aula, accusando inoltre l’imputato di non aver mostrato pentimento per quanto accaduto.

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La rappresentante dell’accusa aveva ricordato anche il luogo in cui venne abbandonato il corpo e sostenuto che Samson avesse fornito ricostruzioni non veritiere per respingere l’ipotesi della premeditazione. La Procura aveva quindi sollecitato la pena dell’ergastolo.


Il messaggio degli studenti

Gli studenti della Sapienza hanno inviato una lettera ai genitori di Ilaria, descrivendo il dolore della famiglia e ribadendo che il nome della ragazza continua a essere ricordato ogni giorno dalla comunità universitaria.

Nel messaggio, Ilaria viene ricordata come una giovane solare, gentile, una figlia affettuosa e una studentessa diligente. L’Università Sapienza, dove studiava, si è costituita parte civile nel processo.

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