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Cronaca 2 min di lettura50 min fa

Ilaria Sula, oggi il verdetto per Mark Samson

La Corte d’Assise di Roma deve decidere sulle aggravanti e sulla richiesta dell’ergastolo per l’imputato reo confesso

La Corte d’Assise di Roma dovrebbe pronunciare oggi la sentenza di primo grado per l’omicidio di Ilaria Sula.

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Il ricordo degli studenti

All’esterno dell’aula bunker di Rebibbia, gli studenti della Sapienza hanno rivolto un messaggio ai genitori della 22enne, Gezime e Flamur Sula. La comunità universitaria ha voluto esprimere vicinanza alla famiglia e ricordare Ilaria per la sua storia personale, oltre gli atti dell’inchiesta.

Nella lettera, i compagni descrivono la ragazza come una giovane con aspirazioni e progetti interrotti dalla violenza. «La voce di Ilaria risuonerà in ogni corridoio, in ogni aula, in ognuno di noi», hanno scritto, assicurando che il suo nome continuerà a essere custodito dalla comunità accademica.


Le richieste delle parti

Durante le repliche, la pm Maria Perna ha ribadito la domanda di ergastolo avanzata dalla Procura di Roma. Secondo la magistrata, Mark Antony Samson non avrebbe mostrato un reale pentimento e avrebbe sostenuto fino all’ultimo una ricostruzione incompleta dei fatti per negare la premeditazione.

«Questo non è stato un delitto d’impeto», ha affermato Perna in aula, contestando la versione della difesa. La pubblica ministera ha inoltre sostenuto che l’imputato ritenesse Ilaria responsabile della propria sorte e ha ricordato le condizioni in cui venne trovato il corpo.

Gli avvocati Paolo Foti e Alessandro Pillitu hanno invece chiesto di cancellare le aggravanti e di riconoscere le attenuanti generiche. Per i difensori, l’omicidio sarebbe maturato durante un’esplosione di rabbia e tensione; a sostegno della richiesta hanno richiamato anche l’aiuto fornito da Samson agli investigatori dopo la confessione.


Cosa deve decidere la Corte

Il collegio dovrà valutare la responsabilità dell’imputato e le contestazioni della Procura: omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, dai futili motivi e dal legame affettivo con la vittima, oltre alla soppressione e all’occultamento del cadavere. L’accusa ritiene che l’azione sia stata preparata e portata a termine con freddezza.

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La fase finale del dibattimento si tiene nell’aula bunker del carcere di Rebibbia. Dopo le ultime osservazioni delle parti, i giudici entreranno in camera di consiglio prima della lettura della decisione.


La ricostruzione dell’omicidio

Ilaria Sula fu colpita al collo con tre fendenti il 25 marzo 2025, nell’abitazione della famiglia Samson, in via Homs, nel quartiere Africano di Roma. La studentessa, originaria di Terni e iscritta a Statistica alla Sapienza, aveva raggiunto l’ex compagno per riprendere alcuni oggetti e aveva poi trascorso la notte nell’appartamento.

La relazione si era conclusa da qualche settimana. Per l’accusa, però, Samson non avrebbe accettato la separazione. Dopo l’uccisione, il corpo venne sistemato dentro un bagaglio e lasciato in un’area montana compresa fra Capranica Prenestina e Guadagnolo.

Le ricerche terminarono il 2 aprile 2025 con il ritrovamento della salma. Samson ammise le proprie responsabilità e indicò agli inquirenti il punto in cui l’aveva lasciata.

Per l’occultamento è già stata definita la posizione della madre dell’imputato, Leonora Soleman Manlapaz. La donna ha concordato una pena di due anni di carcere per il coinvolgimento nella gestione del cadavere.

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