Marche, la stretta sui kebab che può aiutare le botteghe storiche
La Regione prepara un intervento per difendere i negozi che vendono specialità del territorio: i Comuni potranno premiare certe attività e mettere regole alle nuove aperture.
Le botteghe marchigiane che vendono prodotti tipici stanno diventando sempre più difficili da trovare, anche per l’aumento degli affitti. Per provare a invertire la rotta, la Regione Marche sta lavorando a una norma che punta a proteggere le attività legate alle eccellenze locali.
Il disegno messo a punto da Acquaroli affida ai Comuni due strumenti: la possibilità di concedere incentivi economici e agevolazioni fiscali ad alcune tipologie di esercizi, e quella di intervenire sulle nuove aperture con regole specifiche.
Più tutele per i negozi del territorio
L’obiettivo dichiarato è mantenere vivi i punti vendita che offrono prodotti marchigiani, oggi sotto pressione soprattutto nei centri abitati dove il costo degli spazi commerciali cresce. La misura nasce quindi come risposta alla progressiva scomparsa di queste botteghe.
Nel testo viene immaginato un sostegno mirato alle attività considerate strategiche per la valorizzazione del patrimonio enogastronomico locale. In questo quadro, gli enti comunali avrebbero margini per intervenire in modo più diretto sul commercio di prossimità.
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Incentivi e regole sulle nuove aperture
Accanto agli aiuti economici, la proposta introduce anche la possibilità di fissare limiti o criteri per le aperture di nuovi esercizi. È il passaggio che ha fatto parlare di legge “anti-kebab”, formula che richiama l’intenzione di favorire chi propone prodotti del territorio rispetto a formule commerciali più standardizzate.
La cornice resta regionale, ma l’applicazione concreta passerebbe ai Comuni. In pratica, saranno loro a poter scegliere come sostenere le realtà locali e come regolare l’ingresso di nuove attività sul mercato.
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