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Cronaca 2 min di lettura2 ore fa

Malattie rare, la diagnosi parte dai segnali nascosti: la svolta

Giuseppe Limongelli richiama la necessità di preparare specialisti e medici di famiglia a riconoscere i segnali che possono condurre a una diagnosi rara.

Riconoscere una malattia rara può dipendere dalla capacità di collegare sintomi apparentemente comuni e individuare, tra molti segnali, quelli che richiedono un approfondimento. Per Giuseppe Limongelli, coordinatore regionale per le malattie rare della Regione Campania, il percorso deve cominciare dalla formazione di chi opera anche al di fuori dei centri inseriti nella rete dedicata.


I segnali che compongono la diagnosi

Limongelli ha paragonato i campanelli d’allarme a singoli elementi di un puzzle: presi separatamente possono non apparire decisivi, ma messi in relazione aiutano a delineare il quadro complessivo. Quando il personale sanitario conosce sia gli indizi sia la possibile figura finale, può nascere il sospetto di una patologia rara e avviarsi il percorso verso la diagnosi.

Il coordinatore campano ha osservato che medici e specialisti sono generalmente preparati a riconoscere problemi più frequenti, come lo scompenso cardiaco, la coronaropatia o le malattie oncologiche. Tuttavia, dietro manifestazioni considerate comuni possono celarsi condizioni meno diffuse, che rischiano di non essere identificate tempestivamente.


La formazione deve uscire dalla rete

Da qui nasce l’esigenza di ampliare il coinvolgimento formativo. «Parlare di malattie rare è importantissimo, ma soprattutto bisogna educare e formare», ha detto Limongelli, sottolineando che l’aggiornamento non può rimanere circoscritto alla rete dei centri specializzati.

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L’obiettivo indicato è duplice: preparare gli specialisti che non hanno ancora ricevuto una formazione specifica e fornire ai medici di medicina generale gli strumenti per riconoscere i segnali sospetti. «La formazione deve essere fatta anche al di fuori della rete», ha ribadito il coordinatore regionale, includendo nel percorso sia gli specialisti esterni alla rete sia i medici di famiglia.


Il confronto sull’organizzazione delle cure

Il tema è stato rilanciato a Roma durante la prima edizione di RAREvolution – Una finestra sul futuro delle malattie rare, iniziativa dedicata al rapporto tra innovazione e organizzazione dell’assistenza. L’appuntamento è stato organizzato da Bistoncini Partners su iniziativa del Centro di ricerca ImpreSapiens della Sapienza università di Roma.

Nel ragionamento di Limongelli, la diagnosi non dipende soltanto dalle competenze dei centri di riferimento. Anche chi incontra per primo il paziente, oppure segue una patologia apparentemente ordinaria, può contribuire a far emergere un sospetto: per questo la conoscenza dei campanelli d’allarme deve essere diffusa tra più professionisti.

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