Luna park, due arresti dopo la morte di Alessio: il nodo dei cavi
La Procura di Savona ipotizza un collegamento elettrico irregolare e modifiche all’area dopo la folgorazione del ragazzo.
La sicurezza delle attrazioni itineranti torna al centro del dibattito dopo la tragedia di Spotorno. Raffaella Paita, capogruppo al Senato di Italia Viva, ha indicato un possibile “vuoto normativo” e ha rilanciato la necessità di controlli più stringenti sugli impianti collocati negli spazi pubblici.
La proposta per rafforzare i controlli
La senatrice ha ricordato di avere depositato a Palazzo Madama un disegno di legge che affiderebbe alle Regioni un ruolo più incisivo nelle verifiche sulle strutture dei luna park. L’obiettivo dichiarato è rendere più omogenee e puntuali le procedure di sicurezza.
“È una proposta aperta, la disponibilità al confronto è massima – ha detto Paita – l’importante è che si arrivi a un provvedimento il più possibile efficace, per evitare che simili tragedie si ripetano”.
Due coniugi finiscono in carcere
Nel frattempo, la Procura di Savona ha disposto la custodia cautelare in carcere per due coniugi che gestivano alcune attrazioni per spettacoli viaggianti. A loro vengono contestati l’omicidio colposo e la frode processuale, con l’ipotesi che abbiano contribuito alla morte del quindicenne e successivamente alterato elementi utili all’indagine.
Alessio Colletti, 15 anni, era originario di Saronno. Il 16 luglio si trovava sul calciometro del luna park di Spotorno, in provincia di Savona, quando una scarica elettrica lo ha colpito mortalmente.
Le immagini hanno svelato incongruenze
Una parte decisiva della ricostruzione si fonda sul raffronto tra le fotografie scattate subito dopo l’incidente e quelle raccolte in seguito al sequestro dell’area. Gli investigatori avrebbero inoltre confrontato le immagini con le testimonianze e con quanto trovato durante una perquisizione.
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Da questo insieme di accertamenti sarebbero emerse variazioni nella disposizione dell’area: alcuni elementi visibili nelle prime foto non risultavano più presenti al momento del sopralluogo iniziale. Per l’accusa, gli spostamenti potrebbero essere serviti a rendere meno evidente il percorso dei cavi e a rappresentare una situazione diversa da quella esistente al momento della folgorazione.
L’ipotesi sulla dispersione elettrica
Il punto più delicato dell’inchiesta riguarda l’alimentazione dell’attrazione. I gestori arrestati lavoravano con una struttura collocata vicino al calciometro e, secondo le verifiche tecniche svolte nei mesi successivi, da quella zona potrebbe essere stato realizzato un collegamento non autorizzato alla colonnina elettrica.
La Procura valuta se quell’intervento abbia causato una dispersione di corrente capace di raggiungere la giostra sulla quale si trovava Alessio. L’attrazione, tuttavia, non apparteneva ai due coniugi: era intestata a un’altra persona, anch’essa iscritta nel registro degli indagati.
Accertamenti ancora in corso
Le contestazioni rivolte alla coppia seguono dunque due direttrici: la presunta condotta colposa collegata al decesso e l’eventuale manomissione delle tracce dopo l’accaduto. La misura cautelare è stata motivata dal pericolo di alterazione delle prove, che per gli inquirenti potrebbe essersi già verificata, oltre che dal rischio di nuovi reati.
Le indagini sono coordinate dalla Procura di Savona e coinvolgono la Polizia municipale di Spotorno, la Sezione di polizia giudiziaria e i carabinieri della stazione locale. Le perizie dovranno definire il percorso della corrente e chiarire il ruolo delle diverse persone impegnate nella gestione delle attrazioni e nei relativi collegamenti elettrici.
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