Lucci, pena ridotta e assoluzione: cosa ha deciso l’appello
L’ex leader della Sud milanista sconterà otto anni dopo il concordato in secondo grado, mentre cade l’accusa per il tentato omicidio di Enzo Anghinelli.
Luca Lucci non è stato riconosciuto colpevole del tentato omicidio dell’ultrà Enzo Anghinelli, risalente al 2019. Nel procedimento principale dell’inchiesta sulle curve di San Siro, però, l’ex capo della Sud milanista dovrà scontare otto anni di reclusione: una pena inferiore rispetto ai dieci anni stabiliti in primo grado.
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Cade l’accusa più grave
L’assoluzione riguarda uno dei capi d’imputazione più pesanti contestati a Lucci, quello relativo all’aggressione contro Anghinelli. La decisione è arrivata nel processo celebrato davanti alla Corte d’Appello di Milano, dove l’imputato era chiamato a rispondere anche di associazione per delinquere.
La riduzione della pena è stata definita attraverso un concordato in appello, cioè un accordo sulla sanzione raggiunto nel secondo grado di giudizio. Nel conteggio sono confluite anche altre condanne ormai definitive.
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Il processo nato dall’inchiesta sulle curve
Il procedimento coinvolgeva Lucci insieme ad altre otto persone ed era inserito nel filone principale della maxi-indagine chiamata “doppia curva”. L’inchiesta aveva portato, nel settembre 2024, all’arresto di diversi esponenti e collaboratori dei gruppi organizzati attivi attorno alle curve di San Siro.
La sentenza d’appello stabilisce quindi un quadro distinto per le accuse: da un lato resta la condanna legata all’associazione per delinquere, dall’altro viene meno la responsabilità per il tentato omicidio del 2019. Per Lucci, il risultato complessivo è una pena di otto anni invece dei dieci disposti dal primo giudice.
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