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Cronaca 1 min di lettura1 ora fa

L’orologio e la busta: così sarebbero stati nascosti i soldi

Le immagini e le intercettazioni raccolte nell’indagine della Procura di Palermo ricostruirebbero due momenti legati a una presunta consegna di denaro ad Agrigento.

Un vecchio orologio a pendolo sarebbe stato utilizzato, secondo la ricostruzione dell’accusa, per occultare una somma di denaro. Al centro della vicenda c’è Gaetano Armao, ex vicepresidente della Regione Sicilia, ripreso mentre rientra nel proprio studio e sistema un involucro all’interno dell’orologio.


Il contenitore nascosto nell’orologio

Le immagini inserite negli atti dell’inchiesta mostrerebbero Armao mentre prende un contenitore di forma cilindrica e lo colloca dentro il mobile. Per gli inquirenti, quel recipiente avrebbe contenuto una delle presunte mazzette esaminate dalla Procura di Palermo.

Il denaro, sempre stando all’ipotesi investigativa, sarebbe arrivato poco prima. A consegnarlo sarebbe stato Pierluigi Matta, avvocato indicato dagli investigatori come intermediario tra Armao e alcuni imprenditori. La ricostruzione si basa sia sui filmati sia sulle intercettazioni realizzate dalla polizia.


La busta consegnata in auto

In una conversazione registrata dalle cimici, Armao dice a Matta: «Lasciami il cappotto in macchina». Proprio nell’automobile sarebbe stata documentata un’altra scena ritenuta rilevante dagli investigatori: Matta avrebbe tirato fuori una busta dalla giacca prima di consegnarla.

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Armao, secondo quanto ricostruito nell’indagine, avrebbe indicato il punto in cui sistemarla con le parole: «Mettili qua». Subito dopo avrebbe domandato quale fosse la causale del denaro: «Questo per cos’è?». Matta avrebbe risposto: «Agosto».


Il significato della parola agosto

Per gli inquirenti, il riferimento ad agosto potrebbe alludere alla cadenza dei versamenti. La parola viene quindi considerata un possibile indizio sulla periodicità delle somme, anche se il significato è inserito nella ricostruzione accusatoria dell’inchiesta.

Le immagini dell’orologio e la registrazione della consegna in auto compongono così due momenti distinti della stessa vicenda: prima il passaggio della busta, poi il presunto occultamento del contenitore nello studio. Il materiale è ora agli atti dell’indagine della Procura di Palermo.

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