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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Lingotti d’oro, 2.400 investitori senza rimborsi: resta la via civile

La Cassazione ha chiuso il primo filone con cinque patteggiamenti definitivi, ma a Milano prosegue il dibattimento per due imputati.

Per i circa 2.400 risparmiatori che si considerano danneggiati dalla vicenda degli investimenti in oro, il primo procedimento non si tradurrà in restituzioni automatiche. Rimane comunque aperta la possibilità di chiedere un risarcimento davanti al giudice civile nei confronti delle cinque persone che hanno scelto il patteggiamento.


I risparmiatori guardano al processo milanese

La partita giudiziaria non è terminata del tutto. Al Tribunale di Milano è infatti in corso il dibattimento che vede imputati Samuel Gatto e Stefania Conti Gallenti, mentre gli investitori partecipano al procedimento come parti civili.

L’udienza si trova ancora nella fase preliminare del confronto processuale. Proprio questo procedimento rappresenta, per i risparmiatori, il principale spazio ancora aperto sul fronte penale, distinto dalle eventuali azioni individuali da avviare in sede civile.


Patteggiamenti ormai irreversibili

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili sia l’impugnazione della Procura generale di Milano sia quelle presentate da alcuni soggetti costituiti parte civile. Di conseguenza, sono diventate definitive le cinque decisioni di patteggiamento stabilite il 5 febbraio dalla giudice per le indagini preliminari Rossana Mongiardo.

Le condanne concordate oscillano tra 2 anni e 11 mesi e 3 anni e 10 mesi. Le contestazioni comprendevano l’associazione per delinquere e l’esercizio abusivo dell’attività finanziaria, ma il patteggiamento non quantifica il pregiudizio economico subito dalle parti civili.


L’indagine e il nodo dei danni

Gli avvocati Cristiano Cominotto e Claudio Parisi, che rappresentano centinaia di investitori, hanno sottolineato che «da questo primo processo non arriverà alcun risarcimento». La pronuncia della Cassazione, quindi, chiude il primo capitolo senza fissare somme da riconoscere ai risparmiatori.

L’inchiesta era emersa nel gennaio 2025, quando la Procura di Milano aveva ottenuto la custodia cautelare per sette persone. Al centro degli accertamenti c’era Global Group Consulting, società indicata nell’indagine sugli investimenti in lingotti.

Nel corso dell’operazione erano stati disposti sequestri per un importo vicino ai 23 milioni di euro. Il valore dei beni sottoposti a vincolo, tuttavia, non ha prodotto restituzioni nell’ambito dei cinque patteggiamenti ormai diventati definitivi.

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