Leone XIV, il recupero è iniziato: ora il nodo del viaggio in Sudamerica
Il Papa ha camminato, mangiato e partecipato alla messa dopo l’operazione al polmone, mentre l’esame istologico potrebbe incidere sui prossimi impegni.
Il primo giorno dopo l’intervento al polmone ha portato segnali incoraggianti per Leone XIV: il Papa ha lasciato il letto, ha fatto alcuni passi nella stanza, ha mangiato regolarmente e ha cominciato la fisioterapia respiratoria. Al decimo piano dell’ospedale è stata inoltre preparata una cappella dove ha partecipato alla celebrazione della messa insieme ad altri sacerdoti.
A riferire il quadro è stato Matteo Bruni, direttore della sala stampa vaticana, che ha descritto il pontefice come “di buon umore”. Anche gli esami effettuati dopo l’operazione hanno dato esito positivo: analisi del sangue e radiografia toracica mostrano valori compatibili con il tipo di intervento affrontato. I medici Luigi Carbone e Stefano Margaritora parlano quindi di un decorso regolare.
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Il Papa segue le indicazioni dei medici
Leone XIV si informa sulle proprie condizioni e chiede spiegazioni dettagliate all’équipe sanitaria, ma al tempo stesso segue le indicazioni ricevute. Il ricovero, iniziato martedì, dovrebbe durare complessivamente una settimana, salvo cambiamenti legati all’evoluzione clinica.
Dal Vaticano filtra poco altro, anche per tutelare la riservatezza del pontefice. Non è stato chiarito se abbia incontrato collaboratori della Curia, mentre ai familiari sono arrivate notizie rassicuranti attraverso i suoi segretari. Il fratello Louis Prevost, che vive in Florida e sta affrontando a sua volta una cura oncologica, ha raccontato di aver ricevuto un messaggio secondo cui il Papa era sveglio, senza dolore e in buone condizioni.
Anche il segretario personale, monsignor Edgar Rimaycuna, ha definito Leone “molto sereno” in un messaggio inviato a padre Carlos Samamé, parroco di San Juan María Vianney a Chiclayo, in Perù. Il pontefice, secondo quanto riferito, ha mantenuto la stessa calma mostrata al momento dell’ingresso in ospedale.
Il viaggio resta il grande dubbio
La ripresa procede senza complicazioni, ma il quadro dei prossimi impegni resta da definire. A pesare sarà soprattutto l’esito dell’esame istologico, atteso nei prossimi giorni e decisivo per valutare i tempi del recupero.
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Al centro dell’attenzione c’è il viaggio previsto dal 6 al 17 novembre in Uruguay, Argentina e Perù. Il programma comprende quindici tappe e circa 31mila chilometri di trasferimenti in aereo ed elicottero, oltre agli spostamenti via terra nelle città visitate. Tra le destinazioni figura anche Cuzco, a 3.400 metri di altitudine, insieme a una tappa nella foresta amazzonica.
Bruni ha ricordato che il Papa ha espresso chiaramente il desiderio di partire, ma ha lasciato aperta ogni decisione: “Abbiamo ascoltato le parole del Papa, la sua intenzione e il suo desiderio di andare. Poi vedremo”.
Gli auguri arrivano da Trump
Dall’Arizona, dopo un comizio, Donald Trump ha detto ai giornalisti di augurarsi che il pontefice “si rimetta”. Il presidente statunitense ha poi parlato del fratello del Papa, definendolo un amico e una persona fantastica, senza entrare nel merito delle precedenti tensioni con Leone.
Nel frattempo, in Vaticano si conclude il summit dedicato ad Amoris Laetitia, convocato dal pontefice con la partecipazione di vescovi provenienti da tutto il mondo. Non potendo essere presente, Leone ha inviato un messaggio ai partecipanti per ringraziarli delle preghiere e del lavoro svolto durante l’incontro.
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