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Cronaca 1 min di lettura1 ora fa

Gemelli, De Silva tra transenne e folla: «Sembrava un concerto rock

Lo scrittore descrive l’arrivo al Policlinico nel giorno di Prevost, tra fedeli, paparazzi, controlli e passaggi resi difficili ai pazienti.

L’ingresso al Policlinico Gemelli, nel giorno legato a Prevost, ha assunto per Diego De Silva i contorni di un grande evento pubblico. Lo scrittore, arrivato in ospedale per essere ricoverato, ha raccontato una scena fatta di transenne, attese e persone radunate ovunque.

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Un ricovero in mezzo alla folla

Secondo il suo racconto, davanti all’ospedale si era concentrata una presenza numerosa, composta da fedeli e curiosi. Nel piazzale centrale, la folla si sarebbe raccolta dopo una lunga permanenza dietro le barriere, con un’atmosfera che De Silva ha accostato a quella di un grande concerto.

A rendere più complicato l’accesso dei pazienti erano anche gli scivoli pedonali occupati e le auto lasciate in modo disordinato. La situazione descritta dallo scrittore trasformava così un ingresso ospedaliero in un punto di passaggio affollato e difficile da attraversare.

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Polizia e paparazzi al Policlinico

La presenza delle persone non si limitava all’area esterna. De Silva riferisce che diversi angoli del Policlinico erano controllati dalle forze dell’ordine, mentre tra i presenti si muovevano anche fotografi e paparazzi.

Il contrasto tra la funzione dell’ospedale e il clima da appuntamento collettivo è al centro del suo racconto. «Io ricoverato al Gemelli nel giorno di Prevost, sembra un concerto rock», ha sintetizzato lo scrittore, restituendo l’impressione di un arrivo segnato più dall’agitazione della folla che dalla consueta discrezione di una struttura sanitaria.

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