Lega, la mossa di Salvini per restare al comando: cambia il simbolo
Il leader leghista lascia formalmente l’incarico per presentarsi al congresso di Milano, mentre prepara una nuova struttura interna e aggiorna il logo del partito.
Canone Rai, ampliamento delle Zes, pressione sugli istituti di credito e pensioni più basse: sono questi alcuni dei temi con cui la Lega intende arrivare al congresso e impostare la futura campagna elettorale. Tra gli obiettivi indicati dal partito figura anche la riduzione dell’età pensionabile a 64 anni, contro i 67 stabiliti dalla legge Fornero.
Il congresso straordinario si terrà il 24 e 25 ottobre a Milano. L’appuntamento servirà quindi non soltanto a definire gli equilibri interni, ma anche a rilanciare le priorità politiche del Carroccio in vista della manovra e delle prossime elezioni politiche.
Il logo cambia e la gestione si allarga
Nel progetto annunciato da Matteo Salvini rientra anche una revisione del simbolo della Lega. L’intervento dovrebbe eliminare dal logo la dicitura «Salvini premier», in relazione alla nuova legge elettorale che prevede l’indicazione del nome del candidato alla presidenza del Consiglio.
Il vicepremier ha inoltre prospettato la creazione di una segreteria politica, ancora da organizzare, con l’obiettivo di distribuire maggiormente il peso delle decisioni. La nuova struttura dovrebbe rispondere alle richieste di una conduzione più collegiale e, nelle parole di Salvini, servire a «condividere onori e oneri».
La candidatura passa dalle dimissioni
L’uscita di scena dal ruolo di segretario è però soltanto formale. Per poter concorrere nuovamente alla guida del partito, Salvini doveva infatti lasciare l’incarico prima del congresso: il passaggio consente così di trasformare la sua eventuale ricandidatura in una conferma attraverso il voto dei delegati.
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La scelta punta anche a chiudere le tensioni emerse durante l’estate nella Lega. I partecipanti saranno gli stessi che avevano già sostenuto Salvini al congresso federale di Firenze e, in assenza di altri candidati, la votazione dovrebbe avvenire in modo palese, con alzata di mano.
Chi guida la Lega fino a ottobre
Le dimissioni del segretario hanno prodotto anche l’azzeramento degli incarichi dei tre vicesegretari: Claudio Durigon, Silvia Sardone e Alberto Stefani hanno lasciato a loro volta le rispettive posizioni.
Fino alla riunione di Milano, la gestione del partito sarà affidata ad Alberto Di Rubba, tesoriere vicino a Salvini e nominato vicesegretario vicario. A presiedere il congresso sarà invece Lorenzo Fontana.
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