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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

La truffa dei gioielli aveva un bersaglio speciale: arrestato 21enne

A Rocca di Papa il giovane avrebbe tentato di ottenere preziosi da un militare, ma la vittima designata ha avvertito i colleghi e preparato l’intervento.

Il piano è saltato proprio davanti alla casa scelta per il raggiro. A Rocca di Papa, nei pressi di Roma, un 21enne è stato fermato mentre si preparava a ritirare gioielli da una persona che, secondo lui, avrebbe dovuto consegnarglieli per una verifica: in realtà si trattava dell’abitazione di un carabiniere in servizio.

Il giovane è accusato di tentata estorsione. Dopo il fermo, è stato condotto nel carcere di Velletri; il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Velletri ha poi convalidato il provvedimento e disposto la custodia cautelare in carcere.

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La telefonata costruita per spaventare

Il contatto era arrivato sulla linea fissa dell’abitazione del militare, assegnato alla Centrale operativa di Frascati. Dall’altro capo, un uomo si sarebbe presentato come appartenente all’Arma e avrebbe sostenuto che l’automobile del proprietario di casa fosse stata coinvolta in una rapina ai danni di una gioielleria.

La storia prevedeva anche un controllo dei preziosi presenti nell’abitazione. Il sedicente carabiniere aveva infatti annunciato l’arrivo di un collega incaricato di prendere in consegna i gioielli, con la giustificazione che occorreva accertare se fossero quelli sottratti durante il colpo.

Il militare ha capito subito la natura della chiamata, ma ha scelto di non interrompere la conversazione. Fingendo di accettare le indicazioni ricevute, ha guadagnato tempo e ha contemporaneamente informato i colleghi della compagnia di Frascati.

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Il giovane bloccato alla consegna

Quando il 21enne si è presentato davanti all’abitazione per recuperare i preziosi, ad attenderlo c’erano i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile. L’intervento è scattato prima che la consegna potesse avvenire e ha portato al suo fermo.

Gli accertamenti sul telefono hanno aggiunto un elemento all’indagine. Sul dispositivo è stata trovata una conversazione di WhatsApp identificata dal simbolo dell’Arma dei Carabinieri: attraverso quella comunicazione, il giovane avrebbe ricevuto indicazioni sugli indirizzi e sulle zone da raggiungere per mettere in atto le truffe.

L’ipotesi contestata è quella di tentata estorsione. Il provvedimento precautelare è stato esaminato dal gip di Velletri, che ne ha confermato la validità e ha stabilito per il 21enne la permanenza in carcere.

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