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Cronaca 2 min di lettura24 min fa

Vergiate, il giallo delle coltellate: Panichi accusa la compagna

Il 53enne fermato per la morte della fidanzata sostiene di aver reagito a un’aggressione e si prepara all’udienza di convalida ad Avezzano.

Il fermo di Marco Panichi sarà sottoposto al vaglio del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Avezzano. L’udienza, prevista nel pomeriggio, dovrà stabilire se convalidare il provvedimento adottato dai carabinieri nei confronti del 53enne originario della Marsica.

A riferirlo è stato Leonardo Casciere, legale dell’indagato, al termine dell’interrogatorio svolto davanti al procuratore della Repubblica di Avezzano Maurizio Maria Cerrato. La posizione dell’uomo resta legata alla ricostruzione dei fatti e agli accertamenti sulle ferite presenti sul suo corpo.

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La fuga e la consegna ai carabinieri

Dopo l’episodio avvenuto nel Varesotto, Panichi sarebbe tornato in Abruzzo. Qui ha raggiunto il padre e, successivamente, si è presentato alla caserma dei carabinieri di Avezzano per mettersi a disposizione degli investigatori.

Secondo quanto spiegato dal difensore, il rientro sarebbe stato determinato dal timore seguito all’accaduto. La consegna alle forze dell’ordine è arrivata dopo una fase iniziale in cui l’uomo si sarebbe allontanato dal luogo del delitto.


La versione dell’indagato

Durante l’interrogatorio Panichi ha negato, attraverso il suo avvocato, di essere stato lui a dare inizio allo scontro. La difesa sostiene che la fidanzata, una 36enne di origine straniera, lo avrebbe affrontato brandendo un coltello.

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Casciere ha riferito che il suo assistito descrive la compagna come particolarmente gelosa e che, nella sua versione, l’aggressione sarebbe partita da lei. «L’attacco non sarebbe cominciato da lui», ha spiegato il legale, precisando che questa ricostruzione dovrà essere verificata dagli investigatori.


Ferite da chiarire nel dettaglio

L’avvocato ha parlato di lesioni compatibili, a suo dire, con un tentativo di protezione: una ferita profonda al braccio sinistro, un taglio alla mano destra e altri segni sul corpo. La documentazione sanitaria dovrà stabilire quanti siano i traumi e quale sia la loro effettiva gravità.

La donna sarebbe stata colpita da numerosi fendenti mentre la coppia si trovava in viaggio in provincia di Varese, a Vergiate. Restano da accertare la successione dei gesti, l’origine delle lesioni riportate da entrambi e il ruolo avuto da ciascuno nella colluttazione.

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