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Cronaca 2 min di lettura5 min fa

Si nascondeva per disintossicarsi: arrestato il latitante della cocaina

Antonio Barbaro, 42 anni, è stato rintracciato in una struttura del Reggino dopo quasi dodici mesi di fuga: era ricercato nell’inchiesta milanese Skyfall.

La fuga è terminata in un luogo dove aveva cercato di affrontare la dipendenza. Antonio Barbaro, 42 anni, è stato individuato e arrestato dalla Squadra mobile di Reggio Calabria all’interno di una comunità di recupero per tossicodipendenti. L’uomo era ricercato da circa un anno e non ha tentato di opporsi agli agenti.

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Le accuse al centro dell’inchiesta

Barbaro era destinatario di un’ordinanza cautelare firmata nel novembre dello scorso anno dal giudice per le indagini preliminari di Milano. Il provvedimento era nato dall’operazione antidroga Skyfall, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia milanese e realizzata dal Gruppo investigativo criminalità organizzata della Guardia di Finanza.

Alla sua posizione, secondo la ricostruzione della Procura di Milano, viene collegata l’appartenenza alla cosca Barbaro Castanu di Platì. L’indagine gli attribuisce inoltre un ruolo nel traffico di più di 3,5 tonnellate di cocaina proveniente dal Sud America. Nel procedimento erano state coinvolte complessivamente altre 28 persone.


La pista seguita dagli investigatori

Dopo la sparizione di Barbaro, gli investigatori hanno valutato l’ipotesi di un suo rientro nel Reggino. Alcuni spostamenti considerati sospetti, registrati negli ultimi giorni in una zona di Reggio Calabria, hanno portato gli agenti a concentrare l’attenzione sul settore settentrionale della città.

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È così partita una fase di osservazione, seguita da appostamenti mirati e coordinata con la Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria. Gli investigatori hanno quindi individuato la comunità nella quale l’uomo si era inserito da poco e hanno predisposto l’intervento: lo stabile è stato circondato, poi gli agenti sono entrati sorprendendo il ricercato.


La permanenza nella comunità

Gli accertamenti svolti dopo il fermo hanno chiarito che Barbaro aveva raggiunto la struttura recentemente per tentare di disintossicarsi. Durante la perquisizione è stato trovato e sequestrato anche lo smartphone che aveva con sé.

A suo carico restano le contestazioni, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, detenzione di droga destinata allo spaccio e detenzione illegale di arma. L’arresto ha posto fine all’irreperibilità iniziata dopo l’emissione della misura cautelare milanese.

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