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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

La Terra vista dal cielo: 80 anni dalla foto che cambiò tutto

Dalle immagini di Artemis II alla fragile fotografia del 1946, il pianeta è diventato protagonista dello sguardo umano sullo spazio.

Le immagini più recenti della Terra riprese durante Artemis II mostrano quanto sia cambiato, in otto decenni, il modo di osservare il nostro pianeta. Dall’orbita lunare, la missione ha restituito fotografie in cui il globo appare sospeso nell’oscurità, con i colori che gli hanno valso il soprannome di “biglia blu”.

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Il pianeta osservato dalla Luna

La fotografia realizzata da Artemis II nell’aprile scorso è stata associata proprio all’idea della “Blue Marble”, l’immagine della Terra come una sfera azzurra isolata nello spazio. La distanza lunare permette di cogliere il pianeta nella sua interezza, in un contesto molto diverso da quello delle prime riprese spaziali.

Un’anticipazione di quella prospettiva era arrivata nel 1968, quando Bill Anders, membro dell’equipaggio di Apollo 8, aveva fotografato la Terra mentre emergeva visivamente oltre il profilo della Luna. Quello scatto, noto come “Alba della Terra”, è diventato una delle immagini più riconoscibili dell’esplorazione spaziale.


La svolta arrivò nel 1946

Per arrivare a quelle fotografie spettacolari, però, bastarono inizialmente strumenti rudimentali. Il primo ritratto del nostro pianeta da una quota spaziale fu ottenuto con una macchina fotografica da 35 millimetri fissata a un razzo V-2, un apparecchio ormai lontanissimo dalla tecnologia delle missioni lunari.

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Il lancio avvenne il 24 ottobre 1946 da una base del New Mexico. Il vettore superò di poco i 100 metri di altitudine prima di precipitare nuovamente al suolo, ma la pellicola riuscì a salvarsi grazie alla protezione garantita da un involucro d’acciaio che resistette alla distruzione del razzo.


Dalle immagini sfocate ai colori

La fotografia del 1946 aveva una qualità modesta, ma offrì per la prima volta agli esseri umani la possibilità di guardare la Terra dall’esterno. Il contrasto con le immagini contemporanee è evidente: allora il pianeta appariva in modo incerto e privo della definizione oggi considerata normale.

Nel 1947 arrivò anche la prima ripresa a colori, realizzata da un satellite militare statunitense. Il risultato restava granuloso e poco dettagliato, ma segnava un ulteriore passaggio nella rappresentazione della Terra: dal semplice riconoscimento della sua forma alla percezione dei suoi colori distintivi.

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