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Cronaca 2 min di lettura15 ore fa

La targa porta a un giudice: sospensione cautelare e stipendio ridotto

Una 18enne accusa un magistrato di Cosenza di averle rivolto avances e di essersi esibito: lui ammette un gesto sconveniente, ma respinge l’accusa principale.

Una fotografia scattata lungo la strada ha permesso ai carabinieri di risalire al proprietario dell’auto indicata da una ragazza di 18 anni. Da quel dettaglio è emerso che l’uomo segnalato era un magistrato del tribunale di Cosenza, nei cui confronti il Consiglio superiore della magistratura ha adottato una misura cautelare.

La giovane sostiene di essere stata avvicinata mentre camminava e di aver ricevuto frasi sessualmente esplicite. La sua versione comprende anche l’accusa secondo cui il conducente avrebbe mostrato i genitali. Il giudice ammette un comportamento sconveniente, ma nega quest’ultimo episodio.


La fotografia ha identificato il conducente

Stando alla ricostruzione dell’accaduto, il magistrato avrebbe accostato nei pressi di un parcheggio con il pretesto di chiedere alla ragazza dove si trovasse il Duomo. La conversazione sarebbe poi degenerata in parole a contenuto sessuale, fino al gesto denunciato dalla 18enne.

Dopo l’incontro, la giovane ha immortalato automobile e targa. Quel materiale ha fornito agli investigatori un elemento utile per individuare il conducente, poi ascoltato sia dagli organi disciplinari sia dalla Procura di Salerno, titolare degli accertamenti sui magistrati calabresi.


Sospensione e paga ridotta dal Csm

La sezione disciplinare del Csm ha deciso di sospendere il giudice dalle sue funzioni e dal servizio retribuito. L’intervento è arrivato su richiesta dell’ufficio della Cassazione competente in materia disciplinare, attivatosi entro 48 ore dalla comunicazione del caso; la valutazione si è conclusa dopo circa una settimana.

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Durante la sospensione al magistrato resterà un quinto dello stipendio, somma destinata alle necessità di sostentamento. La decisione non equivale però a un’accertata responsabilità: riguarda il procedimento disciplinare e ha carattere provvisorio.


Due versioni ancora da verificare

Ascoltato dagli inquirenti e dal Csm, il giudice ha riconosciuto di aver portato una mano verso la cintura e di avere pronunciato una proposta fuori luogo. Attraverso i propri avvocati ha espresso rammarico per il suo «comportamento inappropriato», sostenendo tuttavia che la contestazione non descriva correttamente i passaggi centrali della vicenda.

Il magistrato aveva già ottenuto il passaggio dal settore penale a quello civile del tribunale. La Procura generale della Cassazione ha comunque ritenuto necessaria la sospensione per proteggere il prestigio dell’ordine giudiziario. Secondo quanto riferito, la difesa valuta un ricorso presso la Cassazione a sezioni civili riunite, mentre a Salerno prosegue l’inchiesta per molestie e atti osceni in luogo pubblico: il procedimento penale e quello disciplinare restano distinti e ancora in corso.

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