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Cronaca 2 min di lettura7 ore fa

La sfida del seno avanzato: in Italia 8.200 casi triplo negativi

Le nuove cure stanno trasformando la malattia metastatica in una condizione spesso controllabile, ma restano decisive diagnosi molecolare e lavoro di squadra.

Sono più di 55mila le pazienti che in Italia convivono con un tumore del seno metastatico, una cifra destinata a crescere secondo le proiezioni. In questo scenario, il confronto trasparente tra oncologo e paziente diventa essenziale: ogni opzione terapeutica deve essere spiegata con benefici, limiti e possibili conseguenze sulla vita quotidiana.


La personalizzazione orienta le cure

Per il carcinoma mammario metastatico non basta più affidarsi a una valutazione generica della malattia. Nicola Fusco, consigliere nazionale dell’Aigom e direttore dell’Anatomia patologica dell’Istituto europeo di oncologia di Milano, ha spiegato che l’analisi combinata delle caratteristiche dei tessuti e dei dati molecolari permette di definire meglio il profilo del tumore.

Anche la ricerca del Dna tumorale circolante attraverso la biopsia liquida può offrire indicazioni utili. Secondo Fusco, «la gestione della paziente con carcinoma mammario non può e non deve mai essere affidata al singolo specialista»: la complessità delle informazioni e delle decisioni rende indispensabile il lavoro di un gruppo multidisciplinare.


Il test BRCA può cambiare strategia

In Italia sono oltre 8.200 le donne interessate dalla variante metastatica triplo negativa, caratterizzata dall’assenza dei recettori per estrogeni, progesterone e Her2. Per Stefania Gori, presidente dell’Aigom e del Coordinamento della ricerca oncologica dell’Istituto Sacro Cuore Don Calabria di Negrar di Valpolicella, «tutte le pazienti con diagnosi di tumore al seno triplo negativo metastatico dovrebbero essere sottoposte al test BRCA», senza legare l’esame all’età o alla storia familiare.

L’eventuale mutazione può infatti incidere direttamente sulla scelta dei farmaci. Gli inibitori di Parp, che interferiscono con i processi di riparazione del Dna, hanno mostrato efficacia nelle pazienti portatrici; il test, quindi, non serve soltanto a valutare il rischio ereditario, ma contribuisce anche a individuare il percorso terapeutico più adatto.

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Una malattia più controllabile

Il tumore metastatico può raggiungere organi come fegato, polmoni, cervello, pleura, linfonodi e pelle. Sono frequentemente coinvolte anche le ossa, in particolare quelle della colonna, del bacino, dei femori, delle costole e della teca cranica; i sintomi cambiano in base alla sede delle metastasi e talvolta la progressione non produce segnali immediatamente riconoscibili.

Le terapie più recenti puntano non solo a ridurre la massa tumorale, ma anche ad attenuare i disturbi e a preservare il più possibile autonomia, attività professionale e abitudini quotidiane. Restano tuttavia i disagi legati agli accessi in ospedale per trattamenti e controlli. Gori sottolinea che «il tumore del seno metastatico o avanzato non è più incurabile», perché in molti casi è diventato una patologia cronica.


Il confronto al centro dell’incontro

Questi temi sono stati affrontati nel seminario a distanza “Carcinoma mammario metastatico: quali novità?”, promosso dall’Associazione italiana Gruppi oncologici multidisciplinari in occasione della Giornata nazionale dedicata al tumore del seno metastatico. All’appuntamento hanno preso parte specialisti e cinque esponenti delle associazioni di pazienti.

Una parte dell’incontro è stata riservata ai bisogni delle donne e di chi le assiste. L’Aigom ha ribadito l’intenzione di creare ulteriori occasioni, sia in rete sia in presenza, per favorire il dialogo tra pazienti, familiari e professionisti coinvolti nella gestione della malattia.

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