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Cronaca 2 min di lettura16 ott

La Sapienza, nessun vincitore: il nuovo rettore slitta al 23 ottobre

La seconda votazione non ha prodotto una maggioranza assoluta: quattro candidati restano in corsa e la sfida potrebbe arrivare al ballottaggio

La corsa alla guida de La Sapienza resta aperta. Anche la seconda votazione per scegliere il rettore che succederà ad Antonella Polimeni si è chiusa senza che nessuno dei candidati raggiungesse la maggioranza assoluta dei voti ponderati.

Il prossimo appuntamento è fissato tra il 20 e il 23 ottobre. Se anche la terza tornata non dovesse indicare un vincitore, sarà necessario un ballottaggio tra i due candidati più votati.

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La corsa resta senza padrone

Dopo il passo indietro di Maria Sabrina Sarto, sono rimasti quattro aspiranti alla guida dell’ateneo per il periodo 2026-2032: Fabio Lucidi, Antonio Carcaterra, Pierpaolo D’Urso e Riccardo Faccini. Nessuno, però, ha superato la soglia richiesta per chiudere la partita.

La graduatoria uscita dall’ultima consultazione vede in testa Lucidi, con 1.207,46 voti. D’Urso ha raccolto 1.140,63 preferenze ponderate, mentre Faccini si è fermato a 880,78 e Carcaterra a 746,13. Le regole resteranno invariate nella votazione della prossima settimana.


Faccini punta sulla sintesi

Il terzo classificato ha definito positivo il risultato ottenuto e ha lasciato intendere di voler giocare un ruolo centrale nella fase successiva. «Sono contento di aver consolidato il terzo posto e credo di poter rappresentare una soluzione di sintesi», ha dichiarato Riccardo Faccini, fisico delle particelle ed ex preside della facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali.

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Nel suo programma, Faccini immagina un ateneo pubblico, generalista e democratico, con una governance capace di ascoltare le diverse componenti della comunità accademica. L’obiettivo, ha spiegato, è costruire strumenti e strutture che permettano a docenti, personalità dell’università e rappresentanze studentesche di contribuire pienamente alle missioni de La Sapienza.


Il voto decisivo si avvicina

Faccini ha inoltre indicato nella collegialità il criterio per amministrare l’università, sostenendo la necessità di un governo interno attento alle esigenze dell’intero ateneo. A suo giudizio, La Sapienza deve conservare un ruolo rilevante nella società e incidere anche nel dibattito politico nazionale e internazionale.

Il mandato di Antonella Polimeni, iniziato nel 2020, è arrivato alla conclusione. La scelta del successore resta quindi affidata alla prossima tornata: se la maggioranza assoluta non sarà raggiunta, il confronto si restringerà ai due nomi più votati.

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