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Cronaca 1 min di lettura1 ora fa

La casa è diritto allo studio»: studenti ancora nelle tende

L’Unione degli Universitari prosegue la mobilitazione a Montecitorio e negli atenei contro il costo della vita e le difficoltà abitative

«Siamo tornati in tenda perché dopo aver piantato tre anni fa le tende in tutta Italia, sulla casa abbiamo visto solo peggioramenti», ha affermato Sabrina Brizzola, coordinatrice dell’Unione degli Universitari. La protesta, secondo la rappresentante degli studenti, nasce dalla convinzione che l’accesso a un alloggio sia una condizione essenziale per poter frequentare l’università.

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La casa resta il nodo centrale

Brizzola ha collegato la mobilitazione alla possibilità, per gli studenti, di costruire liberamente il proprio percorso personale e sociale. Ha inoltre richiamato le esperienze maturate in Francia e Spagna, indicate come esempi di sistemi dai quali trarre spunti per un diverso modello di università e di società.

Nel mirino dell’organizzazione ci sono soprattutto gli affitti e, più in generale, le spese necessarie per studiare. L’Unione degli Universitari denuncia infatti l’aumento del carovita legato alla vita accademica, insieme a politiche abitative giudicate inefficaci e alla crescente presenza di interessi privati nel Diritto allo Studio.

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La mobilitazione si allarga agli atenei

L’iniziativa ha preso il via dal primo pomeriggio di ieri con l’allestimento delle tende in Piazza Montecitorio e in diversi tra i principali atenei italiani. Il presidio prosegue così anche nel secondo giorno, con l’obiettivo di portare il tema dell’emergenza abitativa al centro del dibattito pubblico.

La campagna è stata lanciata con il titolo «Cara Italia, quanto ci costi?». Attraverso questa mobilitazione nazionale, gli studenti intendono contestare il peso economico sempre maggiore della vita universitaria e chiedere un intervento sulle condizioni materiali che rendono più difficile l’accesso e la permanenza negli studi.

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