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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Kaufmann, il nodo della perizia: la Corte decide sull’imputabilità

La difesa dell’imputato chiede un nuovo esame sulle sue condizioni cognitive dopo gli aggiornamenti sul disturbo psicotico; Procura e parti civili si oppongono.

Il processo per la morte di Anastasia Trofimova e della figlia Andromeda torna a concentrarsi sulle condizioni mentali di Francis Kaufmann. La difesa ha chiesto alla Corte d’Assise di Roma di disporre una nuova perizia, questa volta per stabilire se l’imputato fosse capace di intendere e di volere: i giudici si sono riservati la decisione.


La difesa insiste sulle condizioni cognitive

Secondo l’avvocato Paolo Foti, gli ultimi aggiornamenti clinici renderebbero necessario verificare in modo approfondito le capacità dell’imputato. Il legale ha riferito che le annotazioni ricevute continuano a segnalare la presenza di un disturbo psicotico e ha sottolineato che Kaufmann, a suo dire, non sarebbe stato consapevole dell’udienza fissata per questa mattina.

“Temo proprio che siamo davanti a un soggetto con grosse falle nel sistema cognitivo cerebrale”, ha affermato Foti durante l’udienza. Per il difensore, l’accertamento sull’imputabilità rappresenta ormai un passaggio quasi inevitabile per comprendere le condizioni psichiche dell’uomo, accusato del duplice omicidio della compagna e della bambina.


La decisione attesa in aula

La richiesta della difesa è stata contestata dal pubblico ministero Antonio Verdi e dai rappresentanti delle parti civili. La Corte potrebbe pronunciarsi già giovedì prossimo, stabilendo se affidare a nuovi esperti la valutazione della capacità di intendere e di volere del cittadino americano.

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Nel corso della stessa udienza, i giudici hanno inoltre deciso di acquisire le deposizioni già rese dai genitori di Anastasia, residenti in Siberia. La scelta è legata alla mancata collaborazione della Russia, che non avrebbe dato seguito alle richieste necessarie per una nuova partecipazione dei familiari al procedimento.


Il precedente stop al processo

Il dibattimento era stato interrotto nel maggio scorso, quando la Corte aveva disposto per Kaufmann un trattamento farmacologico. Dopo poco più di un mese, il procedimento è ripartito: i giudici hanno ritenuto che le sue condizioni psicofisiche fossero compatibili con la permanenza in carcere.

Anastasia Trofimova e la figlia Andromeda erano state trovate morte il 7 giugno dello scorso anno a Villa Pamphili. La nuova istanza difensiva riporta ora al centro del processo il tema della salute mentale dell’imputato e del suo eventuale grado di responsabilità al momento dei fatti.

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