Meteo su Roma.

Cronaca 2 min di lettura32 min fa

Katherine Silva racconta al Papa anni di abusi e povertà

La donna ha incontrato il Movimento Tacurú a Montevideo e oggi vive con la figlia dopo un lungo percorso di sofferenza

Katherine Silva ha raccontato a Leone XIV la violenza, la povertà e gli anni trascorsi in strada durante la visita del Papa a Casavalle, quartiere periferico di Montevideo.

Offerta del giorno7 novembre

Douglas

-30% da Douglas su ordini da 129€

Scade tra 4 giorni
********


La richiesta rivolta a Leone XIV

Oggi Katherine riesce a stare accanto alla figlia, a giocare con lei e a vivere pienamente il ruolo di madre. Le difficoltà non sono finite, ha spiegato, ma il percorso compiuto le ha restituito serenità e la volontà di aiutare altre persone.

Rivolgendosi al Pontefice, ha chiesto alla Chiesa di continuare a sostenere chi vive situazioni di fragilità, con vicinanza concreta e senza abbandonare nessuno. Ha poi ringraziato Leone XIV per il gesto di attenzione mostrato durante l'incontro.


L'incontro con il Movimento Tacurú

Il cambiamento è iniziato quando Katherine si è avvicinata al Movimento Tacurú per cercare un'occupazione. In quell'ambiente ha trovato persone capaci di starle vicino e di accompagnarla verso la fede, attraverso gesti quotidiani di ascolto e affetto.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

«Sono arrivata a pezzi e, con pazienza e amore, mi hanno aiutato a ricompormi, un tassello alla volta», ha raccontato durante la sua testimonianza. Il sostegno ricevuto le ha permesso di ricostruire gradualmente la propria vita e il rapporto con la figlia.


Gli anni segnati dalla violenza

Katherine ha spiegato di essersi dovuta occupare della madre non vedente già all'età di 8 anni. In seguito ha subito violenze e abusi e, a 15 anni, si è ritrovata a vivere per strada; più avanti, quando aveva una figlia ancora molto piccola, ha affrontato un'altra aggressione che ha messo a rischio la sua vita.

Per molto tempo ha convissuto con rabbia, paura e tristezza, fino a pensare di non riuscire a voler bene né a se stessa né alla bambina. «Ho persino pensato di lasciarla. Ma oggi so che è stato Dio a trattenermi», ha detto davanti al Papa, ricordando il passaggio più difficile della sua esperienza.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere