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Cronaca 1 min di lettura22 set

Kast all’Onu, l’affondo che mette sotto accusa l’Onu

Nel suo debutto da presidente all’Assemblea generale, José Antonio Kast ha chiesto meno burocrazia, nuove priorità di spesa e un Consiglio di Sicurezza più incisivo.

José Antonio Kast ha chiuso il suo intervento sottolineando la necessità di una cooperazione più stretta tra i Paesi dell’America Latina contro la criminalità organizzata transnazionale. Un passaggio che ha dato forza al profilo regionale del discorso, inserito in una linea molto dura sulle sfide della sicurezza.


Economia e sicurezza come vetrina del Cile

Prima di arrivare alle critiche rivolte alle Nazioni Unite, il presidente cileno ha insistito a lungo sui risultati ottenuti nei suoi primi sei mesi al potere. Ha richiamato gli indicatori economici e quelli legati alla sicurezza, presentando il Cile come un Paese su cui gli investitori internazionali dovrebbero puntare.


L’attacco all’Onu nel debutto da capo di Stato

Davanti all’Assemblea Generale, Kast ha usato il suo primo intervento all’Onu da presidente per contestare l’efficacia dell’organizzazione. A suo giudizio, le Nazioni Unite non hanno saputo rispondere alle sfide dell’epoca attuale e soffrono di un meccanismo che produce troppe deliberazioni e procede con lentezza.

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Le tre riforme chieste da Kast

Il leader cileno ha collegato il problema non solo alla guida politica, ma anche alla capacità concreta di agire. Per questo ha messo sul tavolo tre correzioni: tagliare la burocrazia e spostare le risorse di bilancio dove sono in gioco delle vite; mettere in pausa le agende considerate non prioritarie; rivedere il Consiglio di Sicurezza affinché le sue decisioni tornino a imporre rispetto.

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