Brandizzo, il sostegno arrivato da Viareggio: «Le famiglie non sono sole
La onlus dei familiari della strage ferroviaria di Viareggio ha raggiunto Ivrea per accompagnare le famiglie dei cinque operai morti nel processo
Mentre a Ivrea prendeva il via il procedimento sulla strage di Brandizzo, davanti al tribunale è arrivata anche la solidarietà dei familiari delle vittime di Viareggio. La delegazione della onlus Il mondo che vorrei ha voluto affiancare le famiglie dei cinque operai morti nell’incidente.
Da Viareggio a Ivrea per esserci
Il gruppo è partito da Viareggio alle 5 del mattino, così da raggiungere in tempo il palazzo di giustizia torinese. All’ingresso del tribunale, i rappresentanti dell’associazione hanno organizzato un presidio per manifestare concretamente la propria vicinanza.
Daniela Rombi, presidente della onlus, ha spiegato il senso della presenza: «Devono sapere che non sono sole». L’associazione ha inoltre messo a disposizione il proprio sostegno, forte dell’esperienza maturata durante 17 anni di udienze legate alla strage ferroviaria di Viareggio.
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Il peso di un processo lungo
Secondo Rombi, proprio il percorso giudiziario affrontato dai familiari di Viareggio consente di comprendere quanto possa essere difficile per le persone coinvolte nel caso Brandizzo sostenere un processo di questo tipo. La rappresentanza ha quindi scelto di accompagnarle sin dall’apertura del procedimento.
Il processo riguarda la morte di cinque operai e si è aperto questa mattina davanti al tribunale di Ivrea. La presenza della onlus ha unito due vicende segnate da vittime sul lavoro e da lunghi percorsi giudiziari, con l’obiettivo dichiarato di far sentire meno sole le famiglie coinvolte.
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