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Cronaca 2 min di lettura3 ore fa

Jessica, arrestato il marito: il padre ricorda i flaconi

Maurizio Dalla Chiara racconta i sospetti sul genero, accusato dell’omicidio volontario e premeditato della 32enne infermiera

Nadir Rossi, 35 anni, è stato arrestato per la morte della moglie Jessica, deceduta il 24 giugno 2024 dopo una crisi ipoglicemica provocata, secondo l’accusa, dalla somministrazione ripetuta di insulina. Il padre della donna, Maurizio Dalla Chiara, ha commentato il provvedimento durante la trasmissione “Dentro la Notizia”.

L’uomo ha spiegato di non provare sollievo dopo l’arresto del genero. «Pensavo di provare gioia invece provo ancora lo stesso dispiacere tale e quale a due anni e mezzo fa», ha detto nel corso dell’intervista.

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I sospetti del padre

Dalla Chiara ha raccontato di aver maturato dubbi sul comportamento di Rossi già nelle ore successive alla morte della figlia. A suo giudizio, l’ex infermiere avrebbe mostrato un atteggiamento freddo e distante anche nei momenti più dolorosi.

«Non l'ho mai visto versare una lacrima perfino con la moglie per terra ormai esanime, neppure in seguito ai funerali o in altre occasione», ha affermato il padre di Jessica, riferendosi alla condotta del genero dopo il decesso e durante le esequie.

Secondo quanto riferito da Loretta, ex moglie di Dalla Chiara e madre della vittima, mentre Jessica era in condizioni disperate nell’abitazione Rossi avrebbe raccolto i flaconi dei medicinali e li avrebbe gettati nei rifiuti. Il padre ha interpretato quel gesto come un tentativo di eliminare possibili tracce.

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L’indagine sulla morte

La Procura di Verona contesta a Rossi l’omicidio volontario aggravato dalla premeditazione. L’ipotesi investigativa è che Jessica, infermiera di 32 anni, abbia ricevuto l’insulina in più occasioni: prima nella casa della coppia e poi nell’ospedale in cui era stata trasferita.

La sostanza avrebbe causato un abbassamento anomalo della glicemia, fino alla crisi che ne provocò la morte. Dalla Chiara ha inoltre riferito di aver scoperto soltanto in seguito l’esistenza di una polizza sulla vita da 100mila euro, incassata dal marito.

Il padre ha collegato questa informazione alla scelta di procedere rapidamente con la cremazione, senza autopsia. Ha spiegato di aver creduto inizialmente che l’assicurazione servisse a tutelare l’appartamento acquistato dalla coppia attraverso un mutuo.

Negli ultimi tempi Jessica, secondo il racconto familiare, dormiva poco e temeva di morire. Si svegliava ogni due ore e assumeva zuccheri per cercare di mantenere sotto controllo l’insulina. Lunedì Rossi comparirà davanti al giudice per l’interrogatorio di garanzia e potrà fornire la propria versione dei fatti.

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