Studenti e lavoratori a Roma, tende davanti al Colosseo
Manifestanti contro il governo e la crisi abitativa; tensioni separate con le forze dell’ordine in serata
A Roma il corteo dello sciopero generale si è concluso con l’allestimento di tende davanti al Colosseo. I manifestanti resteranno nell’area fino a domenica per protestare contro la crisi abitativa.
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Le ragioni di studenti e operai
Nel corteo hanno sfilato lavoratori della logistica, della scuola, dell’industria e dei trasporti. Tra loro anche persone che hanno aderito allo sciopero nonostante la precettazione, accettando il rischio di eventuali sanzioni.
Massimo Pedretti, componente dell’esecutivo nazionale Usb, ha spiegato che la presenza comune di studenti e lavoratori nasce da una rabbia condivisa. Secondo il sindacalista, i giovani vedono davanti a sé precarietà e incertezza, mentre osservano le difficoltà economiche vissute dalle loro famiglie.
Un gruppo di ragazze romane ha raccontato di sentirsi frenato dalla paura. «Ci opprimono con la paura per non farci esprimere quello che pensiamo», hanno detto, criticando anche la gestione del governo nei confronti di studenti e immigrati.
Genitori in piazza con le figlie
Alcuni genitori erano inizialmente preoccupati per la partecipazione delle ragazze, perché consideravano rischioso scendere in strada. Alla fine, però, hanno accettato la loro scelta, condividendo le motivazioni della manifestazione.
Altri adulti hanno preferito accompagnare direttamente le figlie. Un padre ha spiegato la propria decisione con queste parole: «Preferisco stare qui con lei. Se vogliono portarla in questura senza motivo, devono prendere anche me».
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Le tende contro la crisi abitativa
Dopo il passaggio del corteo, la protesta si è spostata verso i Fori Imperiali. Luca Fagiano, del coordinamento Lotta per la casa, ha definito insostenibili le condizioni di molte persone e ha contestato le misure contenute nella legge di bilancio, giudicate insufficienti rispetto ai bisogni della popolazione.
La manifestazione romana ha avuto anche un primo spezzone concluso senza incidenti, mentre un secondo gruppo ha proseguito fino a sera registrando momenti di tensione con le forze dell’ordine. Le tende davanti al Colosseo resteranno montate fino a domenica come forma di protesta sulla casa.
Il no alla collaborazione militare
Dall’Università La Sapienza è arrivato un gruppo di studenti e docenti del collettivo «La conoscenza non marcia». Osvaldo Costantini, docente di Antropologia culturale, ha riferito la richiesta di tenere l’università distante dagli interessi dell’industria militare e da collaborazioni legate alla guerra.
A Milano, sui cartelli della mobilitazione, è comparso anche il nome di Youssef Siher, il trentenne accusato di essere la mente del gruppo 17 ottobre e successivamente scarcerato. Un manifestante ha esposto una frase attribuita a Siher: «Lo Stato ci piscia addosso e i media ci fanno credere che piove». Dai megafoni sono arrivate parole di solidarietà, con la denuncia di un’accusa ritenuta ingiusta.
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