Chinook italiano precipitato in Bosnia, aperte due inchieste
Crosetto ha visitato gli 11 feriti; quattro militari sono morti durante una missione addestrativa nell’operazione Eufor Althea.
La Procura militare di Roma e la Difesa hanno avviato accertamenti separati sullo schianto del Chinook italiano avvenuto in Bosnia. Nell’incidente sono morti quattro militari e altre 11 persone sono rimaste ferite.
GioiaPura
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Crosetto visita i feriti
Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha raggiunto gli ospedali di Brčko e Tuzla, dove sono ricoverati i militari coinvolti. Insieme a lui è arrivata anche un’équipe medica italiana. Secondo quanto riferito dal ministro, le condizioni sono differenti: alcuni feriti stanno bene, mentre due avrebbero riportato lesioni più serie e potrebbero rientrare presto in Italia.
"Vedendo il luogo dell’incidente è un miracolo che si siano salvati", ha detto Crosetto dopo aver osservato l’area dello schianto. Il ministro ha aggiunto che la vicinanza ai militari feriti e il dolore per le vittime ricordano il debito del Paese verso chi presta servizio per l’Italia.
Le ipotesi sull’incidente
Il velivolo è precipitato durante una missione addestrativa ordinaria collegata all’operazione Eufor Althea. A bordo si trovavano 15 militari. Secondo le prime ricostruzioni, l’elicottero aveva appena toccato terra in un campo arato e, dopo il nuovo decollo, avrebbe raggiunto circa 50 metri di quota prima di ruotare su sé stesso e cadere.
Un filmato registrato da terra mostra il mezzo mentre perde stabilità e impatta con la parte destra della coda. Tra le possibili spiegazioni figurano un problema tecnico, un malfunzionamento ai comandi o un errore umano. Al momento, invece, l’ipotesi di un sabotaggio o di un’azione ostile viene considerata poco probabile.
Il CH-47F utilizza due rotori controrotanti, necessari a mantenere il controllo del volo. Un’eventuale perdita di potenza di uno dei due apparati avrebbe potuto compromettere l’assetto dell’elicottero. I due sergenti morti, Simone Ruggia e Claudio Marchesi, erano specialisti impegnati nella gestione della strumentazione collocata nella parte inferiore del mezzo.
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Gli accertamenti sul posto
Una commissione tecnica della Difesa è arrivata nell’area dell’incidente per esaminare i rottami, acquisire la memoria degli apparati di bordo e raccogliere le testimonianze. Anche le dichiarazioni dei militari presenti potranno aiutare a ricostruire gli ultimi momenti prima della caduta.
La Procura militare ha aperto un fascicolo senza indicare, per ora, ipotesi di reato. Le eventuali contestazioni saranno valutate dopo gli esiti delle verifiche. Anche Eufor Althea aveva inizialmente comunicato l’avvio di un’indagine, ma il riferimento non compare nell’aggiornamento diffuso successivamente.
Il cordoglio e la polemica politica
In mattinata Giorgia Meloni ha deposto un mazzo di rose al Villaggio della Difesa allestito al Circo Massimo. Le vittime sono i sergenti dell’Esercito Simone Ruggia e Claudio Marchesi, il tenente del Corpo militare volontario della Croce Rossa Franco Adriano Zecchillo e il sergente dello stesso corpo Laura Procacci.
"Quattro vite spezzate mentre servivano l’Italia. Oggi il mio pensiero è per loro e per chi li ama", ha scritto la presidente del Consiglio. Le salme potrebbero rientrare a Roma domenica e i funerali potrebbero svolgersi martedì, ma le date non sono ancora state confermate.
Le dichiarazioni di Arnaldo Lomuti e Bruno Marton, esponenti del Movimento 5 Stelle, hanno aperto un confronto sulla manutenzione del velivolo. I due parlamentari hanno chiesto di verificare se l’eventuale guasto possa essere collegato a carenze manutentive. Crosetto ha respinto l’ipotesi, definendo l’intervento un modo indegno di fare politica e sostenendo che la manutenzione dei mezzi militari supera quella dei veicoli civili. Anche Isabella Rauti, Giorgio Mulè e Paola Chiesa hanno criticato la posizione del Movimento 5 Stelle.
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