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Cronaca 3 min di lettura58 min fa

Roma e Torino, tensioni durante la protesta nazionale Usb

L’organizzazione parla di un milione e mezzo di partecipanti, il Viminale ne calcola 255mila

La protesta nazionale proclamata dall’Usb ha portato cortei in oltre 60 città, con tensioni a Roma e Torino. La maggior parte delle manifestazioni si è però svolta senza incidenti.

Il nodo principale riguarda i numeri della partecipazione. L’Usb ha parlato prima di oltre un milione di persone e poi di un milione e mezzo, mentre il Viminale ha quantificato i presenti in 255mila. Alla mobilitazione hanno preso parte studenti, lavoratori, pensionati, agricoltori, precari e movimenti per la casa, insieme a esponenti della scuola, del cinema e dell’audiovisivo.

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Le stime sulla partecipazione

In molte piazze il corteo ha riunito generazioni diverse. Tra i manifestanti c’erano anche bambini accompagnati dai genitori e alcuni alunni delle elementari con cartelli contro il riarmo e l’aumento del costo della vita.

L’Usb ha definito molto ampia la presenza di studenti e giovani e ha annunciato che la mobilitazione proseguirà. Le iniziative hanno interessato decine di centri italiani, senza creare particolari problemi alla circolazione o all’ordine pubblico nella maggior parte dei casi.


Gli episodi a Roma e Torino

Nella Capitale, un gruppo si è separato dal corteo vicino al Colosseo e ha lanciato oggetti verso gli agenti. Alcuni cassonetti sono stati incendiati e la polizia è intervenuta con una carica di alleggerimento. Più tardi si sono verificati altri momenti di tensione sul ponte Sisto e sul Lungotevere Testaccio, dove sono stati usati gli idranti.

Piazza Montecitorio e piazza Colonna sono state chiuse e sorvegliate da agenti in tenuta antisommossa. Otto persone sono state fermate dopo diversi tentativi di superare gli sbarramenti predisposti dalle forze dell’ordine.

A Torino, in piazza Castello, gli agenti hanno utilizzato idranti e lacrimogeni dopo il lancio di uova e bottiglie contro i cordoni a difesa della Prefettura. Nuovi disordini sono scoppiati in serata nel centro storico, con un fitto lancio di bottiglie partito dal corteo.

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I disordini nelle altre città

A Mestre sette agenti hanno riportato contusioni e ferite da taglio quando alcuni partecipanti hanno provato a forzare il blocco stradale. A Vicenza, invece, dieci persone tra manifestanti e appartenenti alle forze dell’ordine sono rimaste contuse durante il tentativo di occupare la tangenziale.

A Milano la protesta ha provocato soprattutto disagi. I partecipanti hanno percorso per oltre due chilometri la tangenziale Est, rimasta bloccata per un’ora e mezza, prima di rientrare in città. Lungo la carreggiata sono comparse scritte offensive rivolte a Matteo Salvini e Giorgia Meloni.

La mobilitazione ha coinvolto anche i porti: iniziative sindacali contro il trasporto di armi hanno interessato più di 100 scali in 17 Paesi. A Genova e Napoli studenti e lavoratori sono entrati nelle aree portuali in corteo senza incidenti.


Le valutazioni del Viminale

Il Ministero dell’Interno aveva predisposto misure concordate con prefetti e questori dei capoluoghi di regione per consentire le manifestazioni e separare i gruppi violenti dal resto dei partecipanti.

Il ministro Matteo Piantedosi ha sostenuto che "il diritto dei cittadini a manifestare pacificamente è stato garantito, nonostante alcuni violenti". Ha inoltre attribuito alle forze dell’ordine "competenza e professionalità", insieme a "equilibrio ed efficacia" nella gestione dei cortei.

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