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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Insulti a Cerno, bufera su Vannacci: la Rai prende posizione

Il leader di Futuro Nazionale ha attaccato il direttore de il Giornale dopo la discussione sulle fasce protette, provocando la reazione di Cerno, La Russa e del Cda Rai.

Le parole rivolte da Roberto Vannacci a Tommaso Cerno hanno trasformato una disputa sulla televisione in un caso politico. Dopo l’intervento del leader di Futuro Nazionale, che ha fatto riferimento all’orientamento sessuale del direttore de il Giornale, sono arrivate le critiche del presidente del Senato Ignazio La Russa e del Cda Rai.


La polemica supera il tema televisivo

Al centro della contesa c’è il dibattito sulle cosiddette fasce protette, cioè gli orari in cui davanti allo schermo possono esserci anche bambini. Vannacci ha sostenuto che le regole dovrebbero valere per tutti e ha respinto l’accusa di voler impedire alle persone omosessuali di apparire in televisione.

Nel farlo, però, ha rivolto a Cerno espressioni legate alla sua vita privata e alla sua sessualità. Il direttore de il Giornale aveva contestato le posizioni del leader di Futuro Nazionale e lamentato, secondo Vannacci, una distribuzione degli spazi mediatici non adeguata. Il generale ha replicato ricordando gli incarichi ricoperti da Cerno: senatore del Partito Democratico, dirigente di Arcigay, direttore del quotidiano e conduttore di una trasmissione Rai.

Vannacci ha quindi contrapposto la propria storia personale a quella del giornalista, sostenendo che le sue preferenze per le donne non gli avrebbero garantito particolari riconoscimenti né un’autorizzazione a intervenire sulla vicenda. Nel suo intervento ha inoltre difeso l’idea che, durante la fascia protetta, non debbano essere trasmessi contenuti di propaganda legati all’identità di genere o all’omosessualità, indipendentemente da chi li propone.

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Cerno: il confronto sarà politico

La risposta di Cerno è arrivata rapidamente. Il direttore ha accusato Vannacci di ricorrere all’offesa quando non riesce a sostenere una discussione sul merito: "Una persona che non sa argomentare senza insultare il prossimo ha un serio deficit di contenuti". Secondo Cerno, l’attacco dimostrerebbe l’incapacità del suo interlocutore di confrontarsi sulle idee; ha poi aggiunto che saranno gli italiani a valutare il comportamento del leader politico.

La Russa ha espresso solidarietà a Cerno e ha definito gravi le dichiarazioni pronunciate nei suoi confronti. Il presidente del Senato ha ricordato che il dissenso non può diventare un pretesto per colpire personalmente un avversario o per usare in modo denigratorio aspetti della sua sfera privata, che devono invece essere rispettati.

Anche il Cda Rai ha preso posizione con una nota. L’organismo ha giudicato inaccettabile il richiamo ai “gusti invertiti”, considerandolo offensivo e discriminatorio. La Rai ha ribadito che nel servizio pubblico è legittimo contestare con fermezza le opinioni, mentre non è ammissibile utilizzare l’orientamento sessuale per delegittimare una persona o mettere in discussione il suo ruolo professionale.

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