Incendio al Constellation, la porta chiusa e il trauma di Jessica
Jessica Moretti reclama un sostegno economico all’assicurazione dopo l’incendio di Capodanno, mentre il verbale dell’ex barista Simon riferisce di un’uscita d’emergenza chiusa a chiave.
Dopo la notte di Capodanno in cui il Constellation è stato devastato dalle fiamme, Jessica Moretti ha chiesto alla propria compagnia assicurativa un indennizzo con cadenza giornaliera. La somma dovrebbe compensare la perdita di guadagno collegata ai problemi di salute riportati dopo l’incendio.
Jessica chiede un aiuto economico
La richiesta riguarda in particolare il trauma psichico che, secondo quanto riferito, la donna continua a vivere dalla notte dell’incendio. Moretti sostiene che le conseguenze sulla salute abbiano inciso anche sulla sua capacità di lavorare e, di conseguenza, sui suoi guadagni.
Quella sera Jessica riuscì a lasciare il locale. La fuga è stata collegata alla necessità di contattare rapidamente i vigili del fuoco, intervenuti dopo che il Constellation aveva preso fuoco. Nel materiale disponibile non vengono però forniti ulteriori dettagli sulle condizioni attuali della donna o sull’esito della pratica assicurativa.
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Il verbale dell’ex barista
A ricostruire un altro elemento della vicenda è Simon, ex barista che aveva lavorato per i coniugi Moretti. Nel suo verbale, l’uomo accusa i Moretti sostenendo che la porta d’emergenza fosse già chiusa a chiave sei anni prima.
Simon ha indicato proprio quella circostanza con le parole: «La porta d’emergenza? Chiusa a chiave già sei anni fa». La sua testimonianza viene così affiancata alla richiesta presentata da Jessica all’assicurazione, mentre il testo disponibile non precisa quali ulteriori conseguenze giudiziarie o amministrative possano derivare dalle sue dichiarazioni.
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