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Cronaca 3 min di lettura2 ore fa

Imaging, la svolta è già qui: l’AI cambia la medicina

Al Mind oltre 200 esperti hanno discusso di intelligenza artificiale, prevenzione, regolazione e nuove cure per rendere la diagnostica sempre più precisa e utile ai pazienti.

Il mercato della diagnostica per immagini potrebbe passare dagli oltre 82 miliardi di dollari attuali a 102,56 miliardi entro il 2031. Ancora più marcata è la crescita attesa per l’intelligenza artificiale applicata al settore: dai 2,5 miliardi stimati per il 2026 si potrebbe arrivare a 20,2 miliardi nel 2033. Sono i numeri che fanno da sfondo al Bracco Innovation Day 2026, organizzato al Mind di Milano.

L’appuntamento ha riunito più di 200 tra specialisti internazionali e professionisti del Gruppo Bracco. Al centro del confronto sono finiti il futuro della prevenzione, la diagnosi precoce, la medicina personalizzata e il rapporto sempre più stretto tra strumenti diagnostici e trattamenti terapeutici.


L’intelligenza artificiale accelera la diagnosi

L’invecchiamento della popolazione e l’aumento della durata della vita stanno facendo emergere esigenze sanitarie più articolate. Per questo, secondo quanto discusso durante l’incontro, non basta produrre immagini più dettagliate: occorre trasformarle in informazioni capaci di sostenere decisioni cliniche tempestive e appropriate.

La giornata è stata aperta dalla relazione “Il futuro della sanità” di Bertalan Meskó, direttore del Medical Futurist Institute di Budapest. Il suo intervento ha affrontato gli scenari che potrebbero modificare l’assistenza nel prossimo decennio, dalla medicina predittiva al cambiamento del rapporto tra medico e paziente. Le sessioni successive hanno analizzato l’impatto di intelligenza artificiale, automazione e infrastrutture digitali sull’intero percorso, dalla raccolta delle immagini alla loro lettura.

Diana Bracco, presidente e amministratrice delegata del Gruppo Bracco, ha invitato a governare in anticipo questa trasformazione. «Il valore dell’imaging si sposterà dal vedere di più al comprendere meglio», ha affermato, collegando l’evoluzione tecnologica alla necessità di individuare i rischi in una fase sempre più precoce e di migliorare la qualità della vita dei pazienti.


Dalla ricerca alle cure quotidiane

Un altro tema centrale ha riguardato il passaggio dalla scoperta scientifica all’impiego concreto negli ospedali e nei servizi sanitari. Imaging molecolare e diagnostica avanzata devono affrontare verifiche scientifiche, valutazioni da parte delle autorità e integrazione nei percorsi assistenziali prima di poter diventare strumenti ordinari della pratica clinica.

Il confronto ha toccato anche la sostenibilità delle decisioni sanitarie. Valutare un’innovazione, è stato osservato, significa considerare non solo il costo immediato, ma anche gli effetti futuri sulla salute e sull’organizzazione delle risorse. In questo quadro, oncologia, malattie cardiovascolari e patologie neurodegenerative rappresentano aree prioritarie per la ricerca e la diagnosi.

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Il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha sottolineato il ruolo della città come punto d’incontro tra università, centri di ricerca, imprese, istituzioni e sistema sanitario. Secondo il primo cittadino, formazione, ricerca e sviluppo tecnologico possono rafforzare la capacità dell’ecosistema milanese di costruire percorsi di prevenzione e cura più accurati.


Diagnosi e terapia sempre più unite

Le sessioni dedicate alle applicazioni terapeutiche hanno preso in esame ultrasuoni focalizzati, terapie con radioligandi e altri approcci rivolti a malattie ancora difficili da trattare. L’obiettivo indicato è combinare modalità diverse per ottenere interventi più mirati e affrontare bisogni clinici che oggi non trovano risposte sufficienti.

Fulvio Renoldi Bracco, vicepresidente e amministratore delegato di Bracco Imaging, ha descritto così la direzione del settore: «Le tecnologie che ci permettono di vedere una malattia stanno diventando strumenti per scegliere la cura giusta, verificarne l’efficacia e, in alcuni casi, contribuire al trattamento stesso». L’intelligenza artificiale, ha aggiunto, potrà rendere più rapido questo percorso, mentre la responsabilità della decisione resterà al medico.

Fabio Tedoldi, responsabile della ricerca e sviluppo globale di Bracco Imaging, ha infine richiamato il divario tra ciò che la scienza rende possibile e la capacità di portare le innovazioni a ogni paziente. Per il ricercatore, proprio questa esigenza di accessibilità rappresenta una delle principali sfide future del comparto, insieme allo sviluppo di strumenti diagnostici e terapie più precisi ed efficaci.

Il gruppo Bracco, fondato nel 1927 e vicino al proprio centenario, ha presentato l’incontro come un’occasione per orientare la ricerca verso una diagnostica capace non soltanto di individuare la malattia, ma anche di accompagnare la scelta e il controllo delle cure.

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