Il Viminale conferma la linea dopo il caso Siher
Piantedosi riunirà prefetti, questori e vertici delle forze di polizia in vista delle manifestazioni del 30 ottobre
Il ministero dell’Interno proseguirà le attività di prevenzione e contrasto delle violenze registrate nelle ultime settimane, nonostante la decisione del giudice per le indagini preliminari di Milano sul fermo di Youssef Siher. Per il Viminale, il provvedimento non modifica l’impegno istituzionale sul fronte dell’ordine pubblico.
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La posizione del ministero
Le fonti del ministero definiscono la mancata convalida del fermo «assolutamente non condivisibile», ma precisano che il pronunciamento non avrà conseguenze sulla strategia adottata per affrontare i fenomeni violenti. L’attività di prevenzione e di contrasto proseguirà quindi secondo le linee già stabilite.
Matteo Piantedosi ha inoltre rinnovato il proprio apprezzamento per gli investigatori della Polizia di Stato e per i magistrati della Procura della Repubblica di Milano che hanno coordinato il lavoro d’indagine. Il ministro, riferiscono le stesse fonti, continuerà a sostenere l’operato degli apparati investigativi e giudiziari coinvolti.
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La riunione sulle manifestazioni
Giovedì 29 ottobre Piantedosi incontrerà in videoconferenza i prefetti, i questori e i vertici delle forze di polizia delle principali città interessate dalle iniziative previste nel fine settimana. Al centro del confronto ci saranno le misure organizzative per i cortei del 30 ottobre e per gli altri appuntamenti annunciati.
L’obiettivo indicato dal Viminale è fornire «il massimo supporto a chi è impegnato sul campo» e tutelare il diritto di manifestare. Secondo il ministero, quella libertà non dovrà essere usata da gruppi estremisti come copertura per azioni violente gratuite e organizzate.
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