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Cronaca 1 min di lettura37 min fa

Meloni critica la gip per Siher, l’Anm replica

La premier contesta il mancato arresto dell’indagato a Milano; i magistrati denunciano pressioni contro l’autonomia giudiziaria

Giorgia Meloni ha contestato la decisione della gip di Milano sul caso Youssef Siher, la cui custodia non è stata convalidata. L’Associazione nazionale magistrati ha replicato esprimendo solidarietà alla giudice e criticando le parole della presidente del Consiglio.

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La reazione dei magistrati

La Giunta esecutiva centrale dell’Anm ha definito l’intervento della premier un attacco “scomposto” alla magistratura. Secondo l’associazione, le decisioni dei giudici possono essere criticate nel merito e contestate attraverso gli strumenti previsti dal procedimento.

L’Anm ha però giudicato inaccettabile la delegittimazione pubblica dei magistrati, soprattutto quando arriva dalle più alte cariche dello Stato. A suo avviso, definire i giudici come avversari nel dibattito politico rischia di indebolire la fiducia nelle istituzioni e ha parlato di un “consueto esercizio di intimidazione”.


Le parole della premier

Meloni ha affidato la propria posizione a un video pubblicato sui social. “Lo dirò senza mezzi termini: considero vergognosa la decisione del gip di Milano di non convalidare l’arresto di Youssef Siher”, ha dichiarato la presidente del Consiglio.

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La premier ha collegato l’indagine alla gestione della pagina Telegram “Movimento 17 ottobre”. Secondo la ricostruzione da lei illustrata, il canale avrebbe incitato all’organizzazione delle manifestazioni poi sfociate nella devastazione del centro di Milano.


La decisione su Youssef Siher

Siher è indicato come il presunto amministratore della pagina e come possibile mente del gruppo. La gip milanese non ha convalidato il suo arresto, decisione che ha provocato la dura presa di posizione del governo.

Nel suo intervento, l’Anm ha richiamato i principi di autonomia e indipendenza della magistratura. L’associazione ha inoltre sostenuto che eventuali contestazioni alla decisione dovrebbero essere presentate nelle sedi giudiziarie previste, senza trasformare il giudice in un bersaglio del confronto pubblico.

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