Caso Siher, la gip Landoni al centro dello scontro politico
La giudice milanese ha disposto la liberazione dell’attivista; Anm e vertici del tribunale contestano le critiche politiche.
La gip Tiziana Landoni ha disposto la scarcerazione di Youssef Siher, fermato a Milano per accuse legate al terrorismo e alla violenza organizzata.
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La difesa del tribunale
La presidente della sezione Gip-Gup di Milano, Vincenza Maccora, e il presidente del Tribunale, Fabio Roia, hanno respinto le critiche rivolte alla giudice. In una nota congiunta hanno definito "irricevibili" le dichiarazioni di alcuni esponenti politici con incarichi istituzionali, sostenendo che rivelino una conoscenza insufficiente, reale o simulata, delle regole dello Stato di diritto.
Secondo i vertici del palazzo di giustizia milanese, il provvedimento può essere contestato attraverso gli strumenti previsti dalla legge, ma non devono essere accettati attacchi personali contro chi esercita la giurisdizione. La nota richiama inoltre la complessità del contesto sociale nel quale la decisione è stata assunta.
La posizione dei magistrati
Anche l’Associazione nazionale magistrati ha espresso solidarietà a Landoni. L’organizzazione ha ricordato che i provvedimenti giudiziari possono essere discussi nel merito e impugnati durante il procedimento, distinguendo però il dissenso dagli attacchi rivolti direttamente ai magistrati.
In una dichiarazione, l’Anm ha parlato di un’intimidazione che non dovrebbe trovare spazio in uno Stato di diritto e ha richiamato "l’autonomia e indipendenza della magistratura" come principi essenziali della democrazia.
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Il percorso di Tiziana Landoni
Landoni aveva lavorato come giudice a Busto Arsizio, in provincia di Varese, prima di trasferirsi al Palazzo di giustizia di Milano, dove da circa due anni presta servizio al settimo piano. Nel corso della sua attività si è occupata di procedimenti diversi, dai casi riconducibili al cosiddetto codice rosso all’indagine Equalize sul presunto dossieraggio illecito.
Il suo nome figura anche nell’Appello dei Giuristi per Gaza sottoscritto nel settembre 2025 da 3.135 magistrati, docenti universitari e avvocati. Nello stesso documento compare Francesca Crupi, la pm che aveva chiesto la convalida del fermo di Siher.
Le accuse contro Siher
La decisione della gip ha riguardato il fermo del politologo e attivista vicino alle posizioni pro-Palestina. L’accusa contestata era quella di istigazione a delinquere aggravata dalla finalità terroristica e dalla violenza organizzata.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha criticato il provvedimento, sostenendo che Siher fosse il gestore del canale Telegram "Movimento 17 ottobre", collegato all’organizzazione di manifestazioni culminate, secondo l’accusa, nella devastazione di alcuni esercizi commerciali a Milano. "Lo dico senza mezzi termini. Considero vergognosa la decisione del gip di Milano di non convalidare l'arresto di Youssef Siher", ha dichiarato Meloni.
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