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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Il tribunale di Milano assolve tre imputati per una palazzina

Il tribunale di Milano ha riconosciuto la buona fede di costruttori e progettista; edificio già destinato alla demolizione

Il Tribunale di Milano ha assolto tutti e tre gli imputati nel processo sul cantiere di via Fauché 9. Luigi D’Ambrosio, Marco Colombo e Gaetano Risi erano accusati, a vario titolo, di abuso edilizio, lottizzazione abusiva e falso.

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Le formule del verdetto

D’Ambrosio, costruttore, e Colombo, progettista e direttore dei lavori, sono stati assolti perché «il fatto non costituisce reato». Risi, anche lui costruttore, è stato invece scagionato «per non aver commesso il fatto», come aveva chiesto il pubblico ministero Paolo Filippini.

Per gli altri due imputati la Procura aveva sollecitato pene fino a un anno, con sospensione condizionale. La decisione è stata presa dal giudice Franco Cantù Rajnoldi; le motivazioni saranno depositate entro 90 giorni.


Il progetto e la demolizione

L’inchiesta riguardava la trasformazione di un precedente laboratorio-deposito in una palazzina residenziale. L’edificio comprende due piani fuori terra e un livello interrato.

A gennaio il Comune di Milano aveva ordinato la demolizione della costruzione, dopo che il Consiglio di Stato aveva confermato una precedente pronuncia del Tar. Il procedimento penale e quello amministrativo hanno seguito quindi percorsi distinti.

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Le contestazioni della Procura

Secondo l’accusa, Colombo avrebbe descritto l’intervento come una ristrutturazione, mentre si sarebbe trattato di una nuova edificazione. Per questo, al posto della Segnalazione certificata di inizio attività utilizzata per il progetto, sarebbe stato necessario un permesso di costruire.

Durante la requisitoria, il pubblico ministero aveva richiamato le decisioni del Tar e del Consiglio di Stato, che avevano escluso la regolarità urbanistica dell’opera. La Procura aveva inoltre sostenuto che gli imputati non potessero invocare un affidamento incolpevole sulle indicazioni dei tecnici e degli uffici comunali.


Un altro processo chiuso con assoluzioni

La formula scelta dal giudice è stata interpretata dalla difesa, rappresentata dall’avvocato Cesare Cicorella, come un riconoscimento della buona fede degli imputati. Nel procedimento non figuravano dirigenti o funzionari del Comune.

Il verdetto segue quello pronunciato a giugno sul caso Torre Milano, quando il Tribunale aveva assolto tutti gli otto imputati: costruttori, progettisti, ex dirigenti e funzionari dell’amministrazione comunale.

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