Il lutto di Sarah Felberbaum: «Anche sorridere mi faceva sentire in colpa
L’attrice racconta il dolore per la scomparsa del padre Harvey e il difficile ritorno alla quotidianità, sostenuta dalla famiglia e dall’affetto ricevuto dopo averne parlato pubblicamente.
Sarah Felberbaum ha già scelto in passato di raccontare senza filtri i periodi più fragili della sua vita, compresi la depressione e i disturbi del comportamento alimentare affrontati dopo la nascita del secondogenito Noah. Anche oggi considera la condivisione un possibile strumento per dare un senso alla sofferenza.
Il dolore raccontato sui social
A giugno l’attrice aveva affidato ai social un messaggio nel quale definiva ciò che stava vivendo «uno dei momenti più brutti della vita». Non aveva però spiegato le ragioni di quella difficoltà, né aveva chiarito che il dolore era legato alla perdita del padre.
La quotidianità fuori casa, in quel periodo, le sembrava particolarmente difficile da affrontare. Il sostegno degli affetti più vicini, tra cui il marito Daniele De Rossi e i figli, è stato importante nel percorso per ritrovare gradualmente un equilibrio.
Una perdita ancora difficile
In un’intervista alla rivista F, Felberbaum ha spiegato che Harvey è morto tre mesi prima all’età di 96 anni. Pur sapendo che il tempo a disposizione si stava riducendo, l’attrice ha ammesso di non riuscire ancora ad accettare l’impossibilità di parlare con lui.
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«Ho perso mio padre tre mesi fa e non ho mai provato un dolore così grande», ha raccontato. Nelle settimane successive al lutto aveva preferito restare nella propria abitazione e sottrarsi al contatto con l’esterno, perché non si sentiva pronta a confrontarsi con il mondo.
La leggerezza diventata pianto
Un episodio vissuto al concerto di Cesare Cremonini al Circo Massimo ha rappresentato un passaggio significativo. Per qualche istante Sarah è riuscita a cantare e ballare, ma subito dopo ha provato vergogna per quella parentesi di serenità e si è lasciata andare alle lacrime.
Dopo aver condiviso l’accaduto, ha ricevuto numerosi messaggi di vicinanza. In molti l’hanno ringraziata per aver mostrato la propria vulnerabilità, confermandole che parlare apertamente della sofferenza non è più considerato un tabù.
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