Il dolore di Perbellini: addio a Silvia, dalla malattia all’impegno
La moglie dello chef veronese aveva trasformato la propria esperienza con il colangiocarcinoma in un sostegno concreto alla ricerca e alle famiglie.
La sua esperienza personale era diventata una battaglia civile. Silvia Bernardocchi, vicepresidente della Fondazione Colangiocarcinoma Est, aveva scelto di sostenere la ricerca sulle patologie delle vie biliari e di stare vicino a chi riceve una diagnosi simile, insieme ai propri familiari.
Un impegno nato dalla malattia
L’organizzazione, fondata a Padova nel 2025 con il sostegno di Giancarlo Perbellini, opera su due fronti: finanziare e promuovere gli studi sul colangiocarcinoma e sulle altre malattie delle vie biliari, ma anche offrire assistenza alle persone coinvolte e ai loro cari.
Bernardocchi aveva deciso di parlare pubblicamente del percorso affrontato, contribuendo così alla nascita di un progetto dedicato a forme tumorali ancora poco conosciute. La sua attività nella fondazione si aggiungeva al lavoro svolto nel gruppo dello chef.
La lunga sfida contro il tumore
La commercialista aveva ricevuto nel 2024 la diagnosi di una grave neoplasia delle vie biliari. Nel corso delle cure aveva affrontato anche un’operazione particolarmente complessa, durata circa 12 ore e conclusa con l’asportazione di una parte consistente del fegato.
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La malattia non le aveva impedito di mantenere un ruolo nella gestione delle attività di famiglia. Bernardocchi seguiva infatti gli aspetti finanziari del gruppo collegato ai ristoranti di Perbellini, lavorando al fianco del marito.
Il riconoscimento condiviso con il marito
Nel novembre 2024 Casa Perbellini-12 Apostoli aveva conquistato la terza Stella Michelin. Quel risultato era arrivato nello stesso anno della diagnosi e lo chef aveva scelto di dedicarlo proprio alla moglie. Anche uno dei menù degustazione del locale veronese porta il nome di Silvia Bernardocchi.
La notizia della sua scomparsa è arrivata nella mattinata di mercoledì 30 settembre. Bernardocchi, 57 anni, è morta dopo una lunga lotta contro il carcinoma alle vie biliari, lasciando nel marito e nel mondo professionale di Perbellini il ricordo di una presenza centrale, sia nella vita privata sia nella gestione delle sue attività.
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