Il delitto di Torino, poi la telefonata: cosa ha raccontato la madre
La donna descrive le condizioni del figlio, i ricoveri psichiatrici e il momento in cui lui le avrebbe riferito di aver ferito un uomo
Secondo la madre, Christian Matheus De Oliveira Morando attraversava da tempo una fase segnata dalla tossicodipendenza e da disturbi della personalità. La donna ha spiegato che il 26enne era stato ricoverato più volte in psichiatria, ma aveva lasciato le strutture senza riuscire a completare le cure.
Nel racconto trasmesso da "Ore 11", la madre ha precisato: "Mio figlio non sta bene per la tossicodipendenza e per i disturbi di personalità che ha". Ha aggiunto che, prima dell'episodio, il figlio avrebbe rivolto la sua aggressività soltanto verso se stesso.
I ricoveri e una situazione fragile
La donna ha riferito che Morando non riusciva a rimanere negli ospedali dove era stato accolto. Le dimissioni, o gli allontanamenti dai reparti, si sarebbero ripetuti anche in tempi recenti, mentre il suo stato di salute mentale restava collegato all'uso di sostanze.
La testimonianza è arrivata dopo che il 26enne ha ammesso di avere ucciso Fabio Colapietro, 39 anni. L'episodio sarebbe maturato durante un litigio legato al denaro, nel corso di giorni trascorsi assumendo droghe.
La chiamata alla polizia
A raccogliere le parole della madre a Torino è stata Benedetta Armellin, inviata di "Ore 11". La donna ha spiegato di non vedere il figlio da oltre una settimana quando lui l'ha contattata al telefono, parlando in modo poco comprensibile e lasciando intendere che fosse accaduto qualcosa di grave.
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Di fronte a quella conversazione, la madre gli avrebbe consigliato di rivolgersi alle forze dell'ordine. "Quando ho capito che la cosa era grave gli ho detto di chiamare la polizia", ha raccontato.
Durante la telefonata con gli agenti, Morando sarebbe apparso molto agitato e in lacrime. Avendo difficoltà a parlare, avrebbe consegnato il telefono alla madre, che avrebbe fatto da tramite. Il giovane avrebbe detto di avere fatto del male a una persona.
Stando alla versione riferita dalla donna, il 26enne avrebbe raccontato di essersi addormentato durante un festino e di essersi risvegliato mentre un uomo prendeva alcuni suoi oggetti. Da lì sarebbe nata una colluttazione con altre due persone presenti nell'abitazione: la proprietaria e un altro ospite. In un primo momento il gruppo avrebbe pensato che l'uomo fosse svenuto, scoprendo poi che era morto.
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