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Cronaca 1 min di lettura1 ora fa

Il cervello cambia con l’arte: nasce una nuova società scientifica

A Welfair è stata presentata la Società italiana Neuroestetica arte e salute, pensata per collegare competenze sanitarie e mondo artistico.

L’arte entra nel dibattito clinico con una nuova realtà dedicata allo studio degli effetti dell’esperienza estetica sul cervello e sul benessere. La presentazione si è svolta alla Fiera di Roma, durante Welfair - La fiera del fare Sanità.

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Una rete tra medicina e cultura

La Società italiana Neuroestetica arte e salute riunisce professionisti con esperienze diverse: medici, infermieri, operatori sanitari, curatori ed esperti del settore artistico. Il progetto punta a costruire un linguaggio comune tra assistenza sanitaria e pratiche culturali.

Tra gli obiettivi indicati c’è anche la formazione di figure capaci di svolgere una funzione di collegamento tra i due ambiti. L’intento è portare il rapporto con l’arte all’interno di percorsi più strutturati, anche attraverso competenze specifiche per il personale coinvolto.


Le basi scientifiche dell’iniziativa

A sostegno del progetto vengono citati oltre 3mila articoli scientifici mappati dall’Organizzazione mondiale della sanità. Secondo gli esperti, queste ricerche mostrano che l’esperienza estetica può influire sul funzionamento cerebrale durante tutto l’arco della vita.

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«L’esperienza estetica fa crescere il cervello, lo rende più efficiente lungo tutta la vita ed è in grado di “riparare” i danni da traumi e stress», hanno spiegato gli esperti. Nella stessa prospettiva, l’arte viene collegata alla riduzione del cortisolo e all’aumento delle endorfine.


La prescrizione sociale come cura

Le evidenze raccolte portano i promotori a considerare la prescrizione sociale non soltanto come un’attività di supporto, ma come un possibile strumento clinico. Il riferimento comprende esperienze culturali ed estetiche inserite in percorsi pensati per sostenere la salute.

La nuova società nasce quindi con una doppia finalità: approfondire il rapporto tra arte e processi biologici e preparare professionisti in grado di applicare queste conoscenze nell’ambito sanitario. L’obiettivo dichiarato è trasformare un’esperienza spesso considerata accessoria in una risorsa valutabile anche sul piano della cura.

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