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Cronaca 1 min di lettura1 ora fa

Il caso Salis torna indietro: annullata la condanna sui collaboratori

L’europarlamentare di Avs esulta dopo la decisione della Corte d’Appello di Milano e denuncia di non aver potuto partecipare al giudizio iniziale.

«Non ero stata posta nelle condizioni di venire a conoscenza del procedimento e di esercitare il mio diritto alla difesa». È questo il punto centrale della reazione di Ilaria Salis, che ha definito il giudizio iniziale una vicenda «surreale» e ha ribadito di averne subito gli effetti senza poter intervenire.


Salis contesta il primo giudizio

Secondo l’europarlamentare di Avs, l’assenza dal procedimento non sarebbe dipesa da una sua scelta. Salis sostiene infatti che il processo si sia svolto senza che potesse essere informata adeguatamente e senza la possibilità di presentare la propria posizione.

La sua ricostruzione si riferisce alla causa avviata da due ex collaboratori, che avevano sostenuto di essere stati allontanati senza una motivazione legittima. Da quel procedimento era derivata una condanna a suo carico, con l’obbligo di corrispondere loro un compenso mensile.

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La Corte d’Appello annulla la sentenza

La Corte d’Appello di Milano ha riconosciuto la nullità della decisione emessa in primo grado e ha cancellato il provvedimento del Tribunale. La pronuncia modifica quindi l’esito del procedimento che aveva imposto il pagamento ai due ex collaboratori.

Salis ha accolto il verdetto con favore, sottolineando come la decisione dei giudici confermi, a suo avviso, le obiezioni sollevate fin dall’inizio. «Accolgo con soddisfazione la decisione della Corte d’Appello di Milano», ha dichiarato, riferendosi all’annullamento della sentenza precedente.

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