Il caso di Anversa si allarga: migliaia di file e tre indagati
L’analisi dei dispositivi di un 41enne accusato dall’ex compagna ha fatto emergere immagini risalenti anche a oltre quindici anni fa e portato ad altri due arresti.
L’indagine era partita dalla denuncia di una donna di 50 anni, che accusa l’ex compagno di averla violentata e ripresa senza il suo consenso. L’esame dei dispositivi elettronici sequestrati all’uomo, però, ha aperto uno scenario molto più ampio: gli investigatori hanno trovato migliaia di fotografie e registrazioni riconducibili a presunte aggressioni sessuali ai danni di donne in stato di forte alterazione.
La denuncia ha fatto emergere altri casi
Il principale indagato è un 41enne residente ad Anversa, in Belgio. La Procura locale ha riferito che ulteriori verifiche hanno portato alla luce episodi ritenuti gravi, documentati da materiale digitale recente e da file datati tra il 2008 e il 2011.
Nelle immagini analizzate comparirebbero donne apparentemente incapaci di reagire. Due di loro sono già state riconosciute e hanno presentato una denuncia; tra le possibili vittime figurerebbero anche altre due ex compagne dell’uomo. Gli inquirenti devono ancora ricostruire l’identità di tutte le persone presenti nei filmati e chiarire le circostanze di ogni episodio.
Altri due uomini sono stati arrestati
L’analisi dei contenuti ha condotto al fermo di due uomini di 37 e 50 anni, che apparirebbero in alcune delle registrazioni. Gli elementi raccolti, tuttavia, non permettono al momento di collegare automaticamente i due sospettati a tutti gli abusi individuati nel materiale sequestrato.
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Il 41enne respinge le accuse e sostiene che i rapporti siano avvenuti con il consenso delle partner. Anche uno degli altri indagati nega le contestazioni e, per i fatti più lontani nel tempo, richiama l’eventuale prescrizione. Le responsabilità dovranno quindi essere accertate nel corso dell’inchiesta.
Arresto, cauzione e indagini ancora aperte
Il sospettato principale era stato arrestato l’8 maggio con ipotesi di stupro, voyeurismo e aggressione. In seguito era stato sottoposto al controllo con braccialetto elettronico, prima di tornare in libertà su cauzione durante l’estate.
Le verifiche proseguono sull’enorme quantità di immagini e video recuperati. Gli investigatori non escludono che possano emergere nuove vittime o ulteriori persone coinvolte; per la dimensione dell’indagine, il caso è stato accostato alle violenze di Mazan, in Francia, pur trattandosi ancora di accuse da dimostrare.
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