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Cronaca 1 min di lettura43 min fa

Ielmini resta detenuto: respinta la richiesta dei difensori

Il gip ha escluso per ora il trasferimento in una struttura sanitaria: la difesa valuta una perizia psichiatrica

Fulvio Ielmini resta in carcere per l’accusa di avere ucciso l’ex compagna Pierina Buffon nello scontro tra le loro auto a Cassano Magnago.

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La tesi dell’incidente

L’uomo continua a sostenere che si sia trattato di un incidente e nega di avere causato volontariamente l’impatto. Durante l’interrogatorio di garanzia aveva scelto di non rispondere alle domande.

Secondo la ricostruzione della procura, Ielmini avrebbe indirizzato la sua Jaguar contro la Dacia condotta dall’ex compagna, viaggiando a circa 140 chilometri orari. L’ipotesi dovrà essere verificata anche attraverso la perizia cinematica fissata per il 5 novembre.


La difesa valuta una perizia

L’avvocato Angelo Luini ha descritto le condizioni del suo assistito dopo il colloquio con gli inquirenti: «Non si rende conto. Non ha mostrato segni di pentimento, a differenza dei famigliari che sono prostrati, perché è fermo sull’incidente stradale. È confuso, non realizza».

I difensori Angelo Luini e Marco Bosco stanno valutando la richiesta di una perizia psichiatrica. L’obiettivo è approfondire lo stato mentale del 73enne, che secondo il legale non avrebbe compreso la gravità dei fatti contestati.

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La decisione del gip

Il gip Veronica Giacoia ha respinto l’istanza per una misura meno restrittiva, compresa l’eventualità di trasferire Ielmini in una struttura di cura. La decisione riguarda l’indagato per la morte di Buffon, avvenuta il 16 ottobre.

Per il giudice, le conseguenze fisiche riportate dall’uomo sono destinate a risolversi e non emergono, al momento, elementi abbastanza solidi per ipotizzare una patologia psichica. In carcere dovrà comunque ricevere assistenza sanitaria adeguata, attraverso le procedure attivate dal Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria.

La dinamica dello scontro e le responsabilità di Ielmini dovranno essere accertate nel prosieguo del procedimento.

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