Iacopini, seconda operazione riuscita: resta l’allarme dei medici
L’attore è stabile dopo il nuovo intervento neurochirurgico, ma resta in terapia intensiva con prognosi strettamente riservata mentre proseguono le indagini sull’aggressione.
Sono le immagini di circa 40 telecamere, distribuite tra Monteverde e Testaccio, a poter offrire nuovi elementi agli investigatori impegnati sul caso Davide Iacopini. Le registrazioni vengono analizzate per risalire alle due persone, forse minorenni, ritenute coinvolte nelle aggressioni avvenute a Roma tra il 4 e il 5 ottobre.
Nel frattempo, dall’ospedale San Camillo Forlanini arrivano aggiornamenti sulle condizioni dell’attore, sottoposto a un secondo intervento neurochirurgico nella notte di venerdì. L’operazione è stata portata a termine con successo, ma il quadro resta estremamente delicato.
Il nuovo intervento ha avuto esito positivo
Iacopini sta affrontando la fase postoperatoria con una sostanziale stabilità dei parametri vitali, valutata dai medici alla luce della gravità delle lesioni riportate nell’episodio traumatico. Il secondo intervento è stato eseguito dall’équipe della Uco Neurochirurgia, guidata dal professor Riccardo Ricciuti.
L’attore resta ricoverato nella Terapia Intensiva “Shock e Trauma”, diretta dal dottor Emiliano Cingolani. Il bollettino dell’Ao San Camillo Forlanini precisa che il paziente «ancora necessita di un monitoraggio e di un trattamento intensivo massimale», che potrà essere modificato nei prossimi giorni in base all’evoluzione clinica.
Prognosi ancora strettamente riservata
Nonostante la riuscita dell’operazione e la relativa stabilità registrata dai sanitari, la prognosi non è stata sciolta. Le condizioni richiedono ancora assistenza intensiva al massimo livello e una sorveglianza costante, con eventuali riduzioni del trattamento subordinate alle necessità del paziente.
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Il caso è seguito anche dalla procura, che procede per tentato omicidio in relazione all’aggressione più grave tra le sei denunciate finora. Il fascicolo è affidato al pm Ambrogio Cassiani, mentre gli investigatori stanno verificando i filmati raccolti nelle zone interessate.
Caccia ai responsabili tra i filmati
Secondo gli elementi finora disponibili, le aggressioni sarebbero state compiute da due persone a bordo di una minicar nera. L’ipotesi è che possano essere minorenni, ma l’identificazione non è ancora stata formalizzata.
Le telecamere installate tra Monteverde e Testaccio potrebbero aiutare a ricostruire gli spostamenti del mezzo e la dinamica dei fatti. Gli investigatori coordinati dalla procura stanno quindi passando al vaglio le registrazioni per individuare dettagli utili all’inchiesta.
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