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Cronaca 2 min di lettura55 min fa

Hiv, Moschese invita tutti al test e alla prevenzione

L’infettivologo dell’Università di Milano: la PrEP è gratuita, accessibile ed efficace, ma ancora poco conosciuta

Davide Moschese, dirigente medico dell’ospedale Luigi Sacco di Milano, ha invitato tutte le persone sessualmente attive a sottoporsi almeno una volta all’anno al test per l’Hiv. L’infettivologo ha parlato a Roma durante l’incontro “Oltre lo stigma: salute, prevenzione e inclusione”, organizzato a Casa Gsk.

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Il test deve diventare normale

Secondo Moschese, la prevenzione passa innanzitutto dal superamento delle vecchie definizioni delle persone considerate più esposte. «Non esistono categorie a rischio, tutti possono essere a rischio di Hiv», ha affermato durante l’incontro.

La consapevolezza del possibile contagio, ha spiegato, favorisce l’accesso ai controlli. Per questo il test dovrebbe essere considerato una pratica ordinaria e il tema dell’Hiv affrontato senza reticenze, insieme a quello dei rapporti sessuali, principale modalità di trasmissione del virus in Italia.


PrEP efficace ma poco conosciuta

Tra gli strumenti disponibili c’è la profilassi pre-esposizione, indicata con la sigla PrEP. Moschese l’ha definita molto efficace, ma ha rilevato che il suo utilizzo resta limitato anche perché una parte della popolazione non conosce questa possibilità.

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L’infettivologo ha segnalato inoltre una percezione ridotta del rischio soprattutto tra le persone eterosessuali e le donne. «La PrEP è gratuita e accessibile: chi vuole richiederla può rivolgersi ai centri clinici», ha ricordato, sottolineando che la profilassi rappresenta una delle opzioni più efficaci per chi teme di essere entrato in contatto con il virus.


I dati della campagna 2026

L’appuntamento romano è servito anche a presentare i risultati di “Tackle Hiv 2026 Italia”, indagine condotta in rete da Research Without Barriers su 2.012 adulti italiani. La rilevazione si è svolta dal 10 al 23 marzo 2026 per ViiV Healthcare, in collaborazione con Terrence Higgins Trust.

L’iniziativa era rivolta ai dipendenti di Gsk e Viiv e ha riportato al centro i temi della prevenzione, dell’inclusione e dei pregiudizi ancora legati all’infezione da Hiv.

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