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Cronaca 1 min di lettura1 ora fa

Casini (Aubac): prevenzione e dati contro i rischi sul territorio

A Ecomondo il segretario generale Aubac chiede prevenzione e più dati su piogge, temperature, suolo e consumi

L’Italia è in ritardo sul fronte delle infrastrutture necessarie a gestire il rischio idrogeologico. Lo ha affermato Marco Casini, segretario generale Aubac e direttore dell’Ufficio del Parlamento europeo in Italia, intervenuto a Ecomondo.

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Più dati per pianificare

Secondo Casini, la raccolta delle informazioni sul clima deve guidare le decisioni pubbliche. Quantità delle precipitazioni, temperature, umidità del terreno e capacità di infiltrazione permettono di valutare quanta acqua sia disponibile e quali criticità presenti il territorio.

Lo stesso criterio va applicato alla domanda. Conoscere i consumi idrici, ha spiegato, è indispensabile per organizzare le risorse e stabilire gli interventi necessari. La pianificazione, in questa prospettiva, deve poggiare su dati aggiornati e completi.


Città più verdi e resilienti

Il segretario generale Aubac ha richiamato anche il ruolo della vegetazione urbana, necessaria per affrontare le ondate di calore. Piantare alberi può contribuire a trattenere più acqua e a favorirne il riutilizzo, ma l’Italia deve ancora completare il percorso normativo su questo fronte.

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Casini ha osservato che oggi la conoscenza del sistema idrico è più ampia rispetto al passato. Gli eventi legati al dissesto, un tempo meno frequenti e meno intensi, sono diventati più pressanti insieme al cambiamento del clima e richiedono adattamenti a condizioni che prima non si presentavano.


Dalla gestione all’anticipazione

La risposta, secondo Casini, deve spostarsi dall’intervento successivo all’emergenza alla preparazione preventiva: «Bisogna passare dal dopo al prima». Il quadro delle informazioni disponibili consente infatti di individuare con maggiore precisione le aree esposte e di orientare le opere.

A suo giudizio, il clima sta esercitando pressioni più rapide e forti sulle infrastrutture. Per questo servono misure di adattamento capaci di rispondere a fenomeni nuovi e di ridurre il rischio prima che si trasformi in emergenza.

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