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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Grotta franata in Sardegna, trovato lo speleologo: il salvataggio non è finito

Dopo quasi 24 ore i soccorritori hanno raggiunto il 31enne, ma il corpo resta coperto dai detriti e il recupero procede con estrema cautela

Il 31enne intrappolato in una cavità tra Urzulei e Baunei, nel Nuorese, è stato raggiunto dai soccorritori dopo una notte di scavi. L’uomo sarebbe vivo e cosciente, ma non è ancora libero: la frana lo ha sepolto sotto terra e massi, rendendo necessario un intervento lento e manuale.


Il contatto è stato raggiunto, non il recupero

Per arrivare fino allo speleologo sono servite quasi 24 ore di lavoro. I tecnici del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico e i vigili del fuoco hanno prima sgomberato l’accesso alla grotta, quindi hanno iniziato a rimuovere con le mani il materiale presente nel cunicolo.

Il 31enne si trova a circa 10 metri di profondità, immobilizzato dai detriti. Anche dopo il contatto con l’uomo, l’operazione resta delicata: prima di estrarlo è necessario liberare progressivamente il passaggio, evitando nuovi cedimenti che potrebbero aggravare la situazione.


Scavi in uno spazio molto instabile

Il lavoro si svolge in un’area di appena 1,5 metri per 1,5, con diversi massi ancora in equilibrio precario. Ogni spostamento richiede quindi particolare attenzione, mentre il materiale viene tolto poco alla volta dal tratto di grotta in cui lo speleologo è bloccato.

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Per contenere le pareti e ridurre il rischio di ulteriori frane, gli operatori stanno collocando tavole di sostegno durante l’avanzamento dello scavo. La stabilizzazione del cunicolo è indispensabile per permettere ai soccorritori di procedere in condizioni più sicure.


Il dispositivo mobilitato nella zona

Sul posto operano decine di specialisti. Sono presenti la squadra dei vigili del fuoco di Tortolì, i nuclei speleo alpino fluviali del comando di Nuoro e 16 unità Usar Medium, trasportate in elicottero a Gorropeddu dall’Aeronautica militare di Decimomannu.

A supporto delle attività sono intervenuti anche altri operatori del soccorso alpino e diverse unità della Protezione civile di Dorgali. Nelle vicinanze è stato inoltre attivato un posto di comando avanzato, incaricato di coordinare le operazioni di scavo, messa in sicurezza e successivo recupero dell’uomo.

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