Gite scolastiche, il caso Galilei accende la protesta dei prof
A Trento 70 insegnanti su 87 rinunciano agli accompagnamenti e riaprono il confronto su stipendi, carichi di lavoro e responsabilità.
Al liceo scientifico Galilei di Trento la protesta degli insegnanti ha già prodotto un dato preciso: 70 docenti su 87 non hanno dato la propria disponibilità a seguire gli studenti in viaggi d’istruzione, visite guidate e soggiorni all’estero. Alla base della scelta ci sono i rischi legati a queste attività, definiti dagli stessi professori «irragionevoli e incalcolabili».
Il nodo non riguarda solo le gite
La rinuncia agli accompagnamenti è il segnale più visibile di un malcontento che coinvolge anche altri aspetti della professione. Nel mirino ci sono le ore trascorse in aula, gli impegni collegiali e soprattutto il lavoro svolto fuori dall’orario, come la preparazione delle lezioni, che non viene retribuito.
A pesare, secondo gli insegnanti, sono anche compensi considerati tra i più contenuti d’Europa. Dopo un’assemblea organizzata dalla Flc Cgil, alla quale hanno partecipato oltre 1500 docenti, il disagio ha favorito forme di coordinamento autonome nate direttamente negli istituti.
La risposta della Provincia
La posizione dei docenti del Galilei è stata contestata dall’assessora provinciale all’Istruzione Francesca Gerosa (Fdi). «Boicottare le gite non è la strada giusta», ha affermato, sostenendo che la decisione rischia di penalizzare gli studenti.
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Gerosa ha riferito di aver chiesto un confronto tra i contratti applicati a Trento e Bolzano. A suo giudizio, tuttavia, un tavolo di trattativa dovrebbe nascere in un clima collaborativo e non sotto la pressione di quella che considera una forma di ricatto.
Dal caso altoatesino al Trentino
La mobilitazione trentina si inserisce in un quadro più ampio. In Alto Adige il gruppo spontaneo «Bildung am Abgrund» ha promosso per l’anno scolastico 2025/26 uno «sciopero delle gite», iniziativa poi riproposta anche per il 2026/27.
La protesta, partita dalle sale insegnanti e arrivata in circa 40 istituti, ha trovato terreno favorevole anche in Trentino. Qui la questione degli accompagnamenti ha finito per rendere concreto un malessere più generale legato alle condizioni economiche, al carico professionale e alle responsabilità assunte durante le attività fuori sede.
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