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Cronaca 1 min di lettura27 min fa

Giovani violenti, la risposta di Presti: «libri e sogni»

Il presidente della Fondazione Antonio Presti chiede un nuovo investimento educativo e culturale per affrontare le violenze urbane che coinvolgono le nuove generazioni.

La discussione sulle violenze urbane che hanno coinvolto alcuni giovani riporta al centro il tema dell’educazione civile. Per Antonio Presti, presidente della Fondazione che porta il suo nome, la risposta non può limitarsi al controllo: servono cultura, cura e responsabilità condivisa.

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L’emergenza educativa secondo Presti

«Non ci dobbiamo chiedere perché i nostri giovani sono violenti e perché si comportano così, ma cosa faremo noi per loro per i prossimi decenni», afferma Presti intervenendo nel dibattito. A suo giudizio, da anni manca un’azione formativa capace di accompagnare le nuove generazioni nella costruzione della coscienza civile.

Il presidente della Fondazione attribuisce questa rinuncia a tutte le principali agenzie educative: famiglia, scuola e istituzioni. La sua proposta è intervenire subito, ma con strumenti diversi dalla sola presenza delle forze dell’ordine: «Non con eserciti di poliziotti, ma di poeti e filosofi».

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La bellezza come strumento sociale

La posizione di Presti nasce anche dall’esperienza maturata a Librino, periferia di Catania dove la Fondazione Antonio Presti lavora da decenni alla rigenerazione sociale e culturale. Il percorso si basa sull’arte pubblica e sul coinvolgimento dei bambini del quartiere in iniziative partecipative.

Da questa esperienza arriva l’invito a costruire una vera politica della bellezza e della cura. «I nostri giovani hanno bisogno di una politica della bellezza e di cura, dobbiamo seminare conoscenza», sostiene Presti, indicando nei libri e nei sogni gli strumenti da consegnare loro per affrontare il futuro.

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